mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran: Sciopero dei trasporti urbani a Teheran

Maryam Rajavi saluta i scioperanti e chiede ai giovani della capitale a sollevarsi per sostenerli

ImageCNRI, 28 gennaio –  Migliaia dei dipendenti della società di Bus Vahed di Teheran hanno iniziato uno sciopero generale per protestare contro le misure repressive e rivendicare i loro diritti. La scorsa notte , le forze di sicurezza hanno duramente represso i dipendenti per impedire azioni di protesta. Le forze di sicurezza hanno proceduto ad un gran numero di arresti nelle prime ore di sabato.

Circa 1000 a 1500 agenti dei servizi di informazioni e di sicurezza sono stati inviati presto nella mattina nelle zone di Teheran in cui erano previste proteste per impedire ogni movimento. Nonostante la repressione, i dipendenti della società degli trasporti urbani Vahed hanno fermato trasporto e hanno cominciato le loro azioni di protesta. Le forze di sicurezza sono state viste che caricavano e picchiavano i scioperanti. Secondo informazioni arrivati da Teheran a mezzogiorno d’oggi, si segnalavano che più di 1200 dei manifestanti sono stati fermati e tra cui alcuni feriti. Le forze di sicurezza hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere la folla. Undici lavoratori dipendenti dei trasporti urbano sono stati fermati ed inviati alla prigione di Evine. In una misura inumana, il regime ha anche fermato ed imprigionato i coniugi ed i figli dei dipendenti scioperanti. Un gruppo di studenti si è aggiunto ai scioperanti per manifestare contro il regime.
Maryam Rajavi presidente della repubblica eletta dalla resistenza iraniana, ha salutato il sollevamento eroico dei dipendenti della società di trasporto urbano di Teheran. Ha chiesto ai cittadini di Tehran e soprattutto ai giovani di sostenere i scioperanti e le famiglie delle persone fermate. Maryam Rajavi ha chiesto ai sindacati operai ed ai difensori dei diritti dell’uomo e dei diritti del lavoro in tutto il mondo di condannare la selvaggia repressione dei lavoratori iraniani e fornire il loro aiuto per far liberare le persone fermate oggi a Teheran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
il 28 gennaio 2006

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