CNRI -Il 31 gennaio, Mohsen Sabbagh, il capo del Comitato organizzatore per la cerimonia del regime iraniano dell’11 febbraio, ha parlato della presenza prevista di 400 giornalisti stranieri sul luogo della manifestazione (agenzia di stampa statale ILNA, 31 gennaio 2010 ). La bugia goebbelsiana è stato svelata quando le notizie ottenute dal Ministero della Guida Islamica del regime hanno affermato che nessun giornalista straniero è entrato in Iran a partire dal 9 febbraio.
Profondamente terrorizzato e in ansia per le ampie dimensioni delle proteste popolari contro di esso, il regime dei mullah ha deciso, a differenza degli anni precedenti, di invitare alla sua manifestazione dell’ 11 febbraio per l'anniversario della rivoluzione del 1979 un certo numero di corrispondenti stranieri già residenti in Iran e " un po’ di giornalisti stranieri in via amichevole", soprattutto dai paesi asiatici e africani.
I suddetti giornalisti saranno trasportati, collettivamente, a Piazza Azadi dal regime l’11 febbraio e saranno riaccompagnati, ancora una volta insieme alle loro abitazioni alla conclusione dell’evento. Essi non avranno il permesso di produrre servizi sugli eventi al di fuori di una zona prestabilita.
Al fine di gestire la situazione, il fascismo religioso al potere in Iran ha anche arrestato molti giornalisti locali e cronisti dei media statali.. Attualmente, 55 giornalisti sono in carcere, 9 dei quali arrestati intorno alla mezzanotte il 7 e l’ 8 febbraio.
Un'altra misura attuata dal regime è l'interruzione dei collegamenti a Internet negli ultimi giorni nel tentativo di impedire la partecipazione diffusa del popolo alla rivolta dell’ 11 febbraio e la diffusione di notizie ed informazioni su di essa.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
10 febbraio 2010
