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Iran: Nuovo crimine contro l’umanità; il violento e forzato trasferimento di 36 ostaggi a Bagdad

ImageCNRI, 1 ottobre – Intorno alle 13 di oggi, 1° ottobre, le forze di oppressione dell’Iraq hanno fatto una violenta irruzione nella prigione della città di Khalis per trasferire a Bagdad con la forza i 36 ostaggi dei Mojahedin del popolo.
I Mojahedin del popolo, ostaggi indifesi nelle mani delle aggressive forze irachene, appellandosi alla terza sentenza della magistratura di Khalis che riaffermava la loro liberazione, hanno resistito al trasferimento forzato. La magistratura irachena aveva confermato, per la terza volta, il 28 settembre, di aver “ordinato a tutte le stazioni di polizia di liberarli dovunque si trovino”.

 Ma i vili mercenari iracheni hanno nuovamente commesso un grave crimine contro l’umanità ed hanno selvaggiamente picchiato gli indifesi ostaggi al loro 65° giorno di sciopero della fame. Gli ostaggi debilitati per lo sciopero della fame, svenuti e accasciati a terra, sono stati ammanettati e caricati sulle automobili degli aggressori iracheni e trasferiti in un luogo ignoto.

Contemporaneamente, il primo ministro iracheno Nuori al-Maliki in una conferenza stampa trasmessa in diretta radiotelevisiva, con palese contraddizione,   annunciava che la “coalizione del governo della legge” avrebbe partecipato alle nuove elezioni politiche in Iraq e confermava l’indipendenza della magistratura!
Ieri, 30 settembre, molti parlamentari iracheni hanno espresso la loro forte preoccupazione riguardo ai 36 rifugiati di Ashraf e hanno dichiarato : “Impedire l’esecuzione della sentenza della magistratura è un atto arbitrario  che viola le leggi e i diritti dei cittadini iracheni e che offende la sacralità della legge e della giustizia. Questo vuol dire togliere libertà a persone la cui innocenza è dimostrata, questa violazione è perseguibile dalla legge. ”.  

La Resistenza Iraniana, considerato che i Mojahedin del popolo residenti ad Ashraf hanno consegnato le loro armi e firmato un accordo con le forze americane in Iraq, le quali si sono impegnate a tutelare la loro vita, ritiene che l’ambasciata statunitense a Bagdad e le forze statunitensi siano responsabili della salvaguardia della vita dei 36 ostaggi e pertanto sono loro che devono attivarsi, senza indugi, a farli tornare nella loro residenza al campo di Ashraf.

La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del CNRI, in una lettera al presidente Barack Obama e alle autorità politiche e militari statunitensi ha ricordato l’urgenza e la necessità in una loro iniziativa per  porre fine a questa tragedia.

1 ottobre 2009
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

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