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Iran-Maryam Rajavi: un anno di sconfitta per i mullah in Iran

ImageCNRI – Maryam Rajavi, presidente della repubblica eletta dalla resistenza iraniana, ha indirizzato i suoi migliori auguri agli iraniani in Iran ed all’estero per Norouz, il nuovo anno iraniano, che si celebra il primo giorno della primavera, ed ha auspicato la speranza di vedere il più rapidamente possibile l’arrivo della libertà in Iran.
La sig.ra Rajavi ha ritenuto che le 4100 manifestazioni e proteste avvenute in Iran, compresi i sollevamenti di Khouzistan e di Kurdistan, il coraggioso sciopero degli autisti d’autobus di Teheran, le manifestazioni in tutto il paese per la festa del fuoco, la sommossa dei dervisci a Qom, e le ampie e continue proteste delle donne, fossero altrettanti segni della determinazione del popolo iraniano per rovesciare questo regime disumano.

Ha notato che l’anno iraniano che si è appena conclusa è stato quello delle continue sconfitte del regime dei mullah nei confronti della resistenza del popolo iraniano, rilevando che ai sensi della loro perseveranza senza precedenti, i membri e simpatizzanti della resistenza in Iran ed all’estero, particolarmente i combattenti della libertà della città d’Ashraf, hanno neutralizzato le congiure della dittatura religiosa finalizzate a distruggere il movimento della resistenza. "finalmente, al termine di tre anni d’accondiscendenza con questa dittatura sanguinaria, il suo dossier nucleare è stato inviato al consiglio di sicurezza ed il mondo ha potuto constatare la futilità della politica di accondiscendenza con i mullah", ha aggiunto la signora Rajavi. "allo stesso momento, gli sforzi del regime per predominare l’Iraq ed instaurare un regime satellite influenzando le elezioni parlamentari è fallito", aggiungendo "la partecipazione attiva di una maggioranza d’irachena nelle elezioni ha messo a portata della mano la prospettiva della formazione di un governo d’unione nazionale che comprende tutte le tendenze e correnti politiche in questo paese.”.

 La sig.ra Rajavi ha ricordato che durante l’anno che è appena passato, migliaia di parlamentari e rappresentanti di milioni europei, come pure i più grandi giuristi internazionali ed avvocati hanno evidenziato la necessità di ritirare l’etichetta di terrorista attaccato al principale movimento di resistenza, Mojahedin del popolo Iraniano, dichiarando che quest’etichetta di terrorista non ha alcuna legittimità legale, né politica, né etica. Il presidente eletto della resistenza iraniana ha nuovamente affermato che la soluzione al problema iraniano non era né la politica d’accondiscendenza, né una guerra straniera ma un cambiamento democratico da parte del popolo iraniano e la sua resistenza. A tale scopo, ha dichiarato che "l’etichetta di terrorista che ha agito come il principale ostacola al cambiamento democratico, deve essere rimossa dai Mojahedin e che occorre riconoscere il diritto del popolo iraniano di resistere alla dittatura religiosa e terrorista.”.

 Segretariato del Consiglio nazionale della resistenza iraniana
Il 20 marzo 2006

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