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Iran: Maryam Rajavi supporta i lavoratori in sciopero

I lavoratori di un’industria di canne da zucchero hanno cominciato il loro ottavo giorno di sciopero  

ImageCNRI,  6 ottobre – Oggi più di tremila lavoratori di un’industria di canne da zucchero hanno cominciato il loro ottavo giorno di sciopero alle 7.30 di mattina fori dall’ufficio amministrativo dell’industria nella città sud occidentale di Shoosh. Per disperdere i lavoratori in collera ci sono a portata di mano nella zona il Mullah Yaquob Shafiq,il direttore della fabbrica,il sindaco della città,il governatore della regione,e il direttore del Ministero dei Servizi Segreti e della Sicurezza(MOIS) di Shoosh,come pure il comandante delle Forze Armate statali (SSF).

Un ufficiale ha letto un rapporto che si riferiva ai provvedimenti secondo i quali se i lavoratori si rifiutano di porre fine allo sciopero,questa azione potrebbe poi essere considerata come il non presentarsi definitivamente a lavoro ponendo fine automaticamente al contratto di lavoro con l’industria.

Gli scioperanti non vi hanno prestato attenzione urlando gli slogans:"Siamo affamati,una condizione di vita decente è un nostro diritto innegabile" e ancora "Il direttore è un bugiardo". Le Forze di Sicurezza e gli agenti in borghese sono stati indaffarati nel fotografare e filmare i partecipanti allo sciopero.

Nei giorni passati,le unità delle SSF hanno portato via due degli attivisti,il Sig. Behzad Qasabi e Rahim Alijani in un luogo segreto.

Il presidente eletto della Resistenza Iraniana,la Sig.ra Maryam Rajavi, ha salutato gli scioperanti della fabbrica di canne da zucchero e ha chiamato altri lavoratori e giovani da ogni parte del paese a supportarli.

Ha detto che il regime dei mullah,nel corso del suo mandato,non ha nulla da offrire alla popolazione iraniana se non povertà,soppressione e umiliazioni.

Le vaste risorse naturali dell’Iran,negli scorsi tre decenni,sono state tutte utilizzate per accrescere la soppressione in patria,per perseguire progetti nucleari,e per impiegare smisurate quantità di militari per diffondere il terrorismo e il fondamentalismo all’estero,oltre che per depositare in bache private i conti degli ufficiali del regime e dei loro familiari e congiunti fuori dall’Iran.

La Sig.ra Rajavi ha chiesto aiuto alle associazioni internazionali dei lavoratori come pure alle organizzazioni internazionali dei diritti umani per supportare i loro compagni in sciopero nella fabbrica di zucchero di Shoosh e per adottare dei provvediementi urgenti per liberare i prigionieri.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
6 ottobre 2007
 

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