Iran: Manifestazione delle famiglie per la liberazione dei prigionieri politici e proteste contro i processi farsa del regime dei mullah
CNRI – Mentre il regime si dedica ai processi farsa, per giudicare dei prigionieri politici sotto l'accusa di " Mohareb" , cioè in guerra contro Dio, e condannarli a morte, lo slogan " liberate i prigionieri politici", una rivendicazione urgente del sollevamento, è sempre più attualità.
Nella serata del sabato 30 gennaio, una manifestazione davanti alla prigione di Evine ha riunito più di 2000 madri e genitori di martiri, di manifestanti e di prigionieri politici. Hanno protestato fino a mezzanotte contro continue detenzione dei loro parenti e anche contro la fustigazione di due prigionieri politici ed i processi farsa.
In seguito alle proteste continue delle famiglie, il regime dei mullah è stato costretto a liberare alcuni prigionieri. Alla loro uscita, questi ultimi hanno sottolineato la necessità di inseguire la lotta per fare liberare la totalità dei prigionieri politici e fare finire le giuste rivendicazioni dei detenuti.
La dittatura religiosa finora ha condannato a morte undici persone perchè " in guerra contro Dio" e altri sono sotto processo attualmente dalle stesse accuse. Nella sua requisitoria, il procuratore dei mullah ha enumerato le infrazioni: " Guerra contro Dio a causa di simpatia e relazioni con l'OMPI, associazione contro la sicurezza nazionale con la collaborazione di Sara, Reyhaneh e Mohsen, attività di propaganda contro il sistema in favore dei nemici, degli ipocriti e dei terroristi.
"Il giudice criminale Salavati, il 18 gennaio aveva detto " poiché la direzione dell'OMPI non è sparita, ciٍ ribadisce quanto detto nell' articolo 186 del codice penale" ovvero che" quando la loro direzione non ha smesso di esistere, tutti i membri e simpatizzanti dell'OMPI sono considerati come i Mohareb, in guerra contro Dio, anche se non fanno parte del ramo militare."
Prima, il mullah Ibrahim Raïssi, n°2 del ministero della giustizia ed uno dei responsabili del massacro di 30.000 prigionieri politici durante l'estate 1988, aveva dichiarato: L'OMPI è un movimento organizzato", e "coloro che aiutano l'OMPI in qualche modo ed in qualsiasi circostanza (…) saranno considerati in guerra contro Dio." Aveva sottolineato che l'utilizzo di bastoni e di pietre meritava anche l'accusa di " guerra contro Dio", prevedendo inoltre la pena di morte, (Televisione di stato, 30 dicembre,2009).
L'esecuzione ignobile di due prigionieri politici ed la messa in scena di un processo farsa, in concomitanza con l'anniversario della rivoluzione dell' 11 febbraio, mirano ad intensificare il clima di paura. Ma questa messa in scena rivoltante, farà aumentare solamente l'indignazione degli iraniani e dell'opinione pubblica internazionale.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
31 gennaio 2010
