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Iran : Le maldestre menzogne e pianificazioni dei complotti contro i candidati avversari

Le  maldestre menzogne e pianificazioni dei complotti contro i candidati avversari e l’intensificazione delle pressioni su Ashraf

ImageCNRI, 20 luglio – I siti governativi dei mullà, tra cui Press TV, la TV di lingua inglese e sito del Corpo dei pasdaran, Jahan News, il 19 luglio hanno spacciato la notizia falsa, ridicola e maldestra in cui si diceva che: “il nefasto complotto dell’uccisione di Karrubi e Mussavi, è stato fallito grazie all’intelligenza delle istituzioni di sicurezza e d’informazione”.  Gli organi del regime dittatoriale hanno aggiunto che: “gli attentatori appartenenti ai Mojahedin del popolo erano entrati in Iran dal confine della regione di Khusestan, dall’Iraq e dal Golfo persico”. La stampa del regime ha continuato: “si dice che questi individui sono stati addestrati nel campo di Ashraf in Iraq sotto il controllo di M.K.O.”  e “prima di poter agire sono sati arrestati e mandati in carcere” “loro obiettivo principale era riferire agli organi della rivoluzione queste operazioni contro Mussavi e karrubi”.

Il giorno prima, il 18 luglio, il ministro delle Informazioni in un’altra ridicola frottola  aveva dichiarato che: “il regime sionista per uccidere signor Ahmadinejad aveva incontrato il gruppuscolo di monafeghin a Sharm el-Sheikh. Ci sono stati altri incontri anche a Parigi”.
Il regime dei mullà per dimostrare le sue fandonie si riferisce al ministero menzognero delle Informazioni e sostiene che: “negli ultimi giorni prima delle elezioni qualche gruppuscolo antirivoluzionario sistemando una boma sull’aereo di Mohammad Khatami aveva intenzione di ripetere la sua operazione che l’intervento delle forze di sicurezza l’ha neutralizzata”.
Anche nel 20 giugno i sciagurati elementi del regime dittatoriale avevano detto, all’agenzia della repubblica islamica, che: “che in seguito a una serie di operazioni sono stati individuati e arrestati alcuni dei membri del gruppuscolo di monafeghin addestrati nel campo di Ashraf in Iraq e che erano entrati nel paese con l’intenzioni terroristiche”, “gli arrestati hanno confessato che dopo aver intrapreso gli addestramenti in Iraq e entrati in Iran venivano guidati e sostenuti dalla stanza di operazione dei monafeghin in Inghilterra”. 
Queste vecchie e  arrugginite pretese del regime dittatoriale perseguono tre obiettivi: complottare contro gli avversari, giustificazione delle infernali repressioni in Iran, aumentare la pressione sui residenti di Ashraf. In realtà, però queste maldestre falsità palesa la paura del regime dei mullà dall’accoglienza crescente dei giovani iraniani ai Mojahedin del popolo e dalla rabbia in aumento di fronti gli assassini delle rivolte in Iran. il regime teocratico al potere in Iran vaneggia.
È una tattica conosciuta e improbabile del regime dei mullà  che riferisce i propri crimini alla sua opposizione. Nel 1994 il regime ha ucciso barbaramente tre vescovi iraniani, e poi l’ha riferito ai Mojahedin del popolo. Già allora tutti sapevano che si trattava di una abnorme bugie, ma qualche anno dopo è stato detto, dagli stessi uomini del regime, durante le loro litigi, che atti criminali erano pianificati e compiuti dagli uomini del ministero delle Informazioni.   

20 luglio 2009
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

 

 

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