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Iran : Le dichiarazioni di al-Maliki sullo spostamento forzato dei residenti di Ashraf è illegale

Le dichiarazioni di al-Maliki sullo spostamento forzato dei residenti di Ashraf  è illegale ed è una esecuzione degli ordini del regime iraniano

ImageIl Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana valuta illegale ed una esecuzione umiliante dagli ordini della dittatura religiosa al potere in Iran, nella trappola della rivolta in Iran le dichiarazioni del primo ministro iracheno, al-Maliki sullo “spostamento dei residenti di Ashraf  a Nuqrat al-Salman” come preludio del loro “espulsione dall’Iraq”. La condizione per cui il regime iraniano appoggi al-Maliki nelle elezioni in Iraq è che reprima i residenti di Ashraf.

Tutto questo mentre la rivolta in Iran con slogan “morte a Khamenei! morte al velayat-e faghih ( il ruolo assoluto del clero )!” suona il campanello del rovesciamento del regime iraniano;
Mentre la comunità internazionale con toni al quanto forti condanna la repressione della rivolta;
e l’Alto commissariato dei diritti umani dell’ONU rimprovera l’Iran per “la crescente repressione delle manifestazioni” e chiede di “rispettare il diritto alle proteste come un diritto fondamentale”
e l’Amnesty International dichiara che “ la situazione dei diritti umani in Iran è al punto più basso negli ultimi vent’anni”;
e la denuncia dei famigliari di Ashraf alla magistratura spagnola e la sentenza di questa che i residenti di Ashraf godono della IV Convenzione di Ginevra;
e dopo della rivelazione del CNRI che la fonte delle esplosioni criminose a Baghdad è il regime iraniano.  Il regime dittatoriale al potere in Iran ancora una volta ha ordinato l’attacco e lo spostamento forzato di Ashraf.
Il primo ministro iracheno in una dichiarazione, pubblicata nel suo sito ha detto che: “la decisione è la loro ( Mojahedin del popolo) espulsione e noi non permettiamo che questi rimangano in Iraq, quando non rimane altra soluzione prenderemo le necessarie decisioni, il loro spostamento a Nuqrat al-Salman è in direzione della loro espulsione. Perché la loro presenza a Diyala è molto pericoloso a causa del loro rapporto storico con alcuni gruppi nella regione e con le forze politiche in particolare con gli ex baath e al-Qaedea. Perciò la decisione è la loro espulsione e questa non ha bisogno della decisione della regione di al-Mossana, perché ogni regine è parte dell’Iraq ed ha responsabilità di fronte a qualsiasi sfida”.
Queste dichiarazioni mostrano che ancora una volta il regime iraniano preme sul governo iracheno per generare una nuova catastrofe umanitaria. Il regime iraniano teme che le nuove elezioni politiche in Iraq sposti l’equilibrio contro i suoi interessi, perciò ha condizionato il suo sostegno a al-Maliki alla repressione dei residenti di Ashraf.
Le pretese completamente infondate del signor al-Maliki è solo per giustificare gli atti criminali nei confronti dei residenti di Ashraf. Le accuse ridicole e completamente false della relazione dei Mojahedin del popolo con al-Qaeda è una ricetta consumata fabbricata dei servizi segreti del regime iraniano; cosi come quella che i Mojahedin del popolo, e gli agenti degli americani e inglesi hanno ucciso Nedà Aga-Soltani, i Mjahedin del popolo hanno ucciso i pellegrini a Mecca, nel 1987, o i Mojahedin del popolo hanno messo bomba nel mausoleo di Emam Reza, nel 1994 e hanno ucciso i sacerdoti cristiani in Iran, sono le vecchie ricette dell’Intelligence dei mullà!
Il Comitato del giuristi per la difesa di Ashraf e i difensori   dei residenti di Ashraf più volte hanno invitato il governo iracheno di rivolgersi ad un tribunale, o un referente internazionale contro i Mojahedin del popolo, ma senza esito. Nel febbraio 2008 Lord Slynn, defunto giudice della Corte europea e giudice della Corte Suprema della Gran Bretagna presentando al Comitato in cerca di verità, un dossier dettagliato sulle pretese e iniziative del governo iracheno contro i residenti di Ashraf  ed ha chiesto il suo intervento.
Visto che le evidenti conseguenze dello spostamento forzato dei residenti di Ashraf , e le dichiarazioni del vice Segretario del Dipartimento dello Stato , il 28 ottobre, in cui disse: “noi siamo preoccupati per l’intensione del governo iracheno che in tende spostare con forza (i residenti di Ashraf) in un altro luogo in Iraq che può causare lo spargimento di sangue” la Resistenza Iraniana chiede al Governo e alle Forze americane in Iraq, al Segretario generale dell’ONU, all’Alto Commissariato dei diritti umani, in particolare al rappresentante dell’Onu in Iraq e a tutta la comunità internazionali di intervenire e esprimere la loro contrarietà allo spostamento forzato dei residenti di Ashraf e non permettano il compiersi una nuova catastrofe umana ai danni di persone indifese e inerme.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
10 dicembre 2009  

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