Lo show ridicolo dei mullà, reclutando 4 pentiti, come reazione alla resistenza di Ashraf
CNRI, 16 aprile – L’agenzia del regime iraniano, il 15 aprile, ha dato la notizia che: “4 persone, membri del gruppuscolo dei monafeghin hanno espresso il loro pentimento e hanno abbandonato l’organizzazione”. L’agenzia del regime ha detto anche: “queste 4 persone, con l’assistenza del governo iracheno hanno abbandonato la base di Ashraf, la base principale del gruppuscolo dei monafeghin, e hanno confessato ai mas midia interne ed internazionali, nel palazzo del consigliere di Sicurezza nazionale irachena, i sistematici maltrattamenti subiti da parte dell’organizzazione, ed hanno fatto delle rivelazioni toccanti avvenute nel campo”.
In seguito la TV del regime in lingua araba, al-‘Alam, ha detto che: “alcuni dei membri del gruppo terroristico del popolo hanno abbandonato la base di Ashraf a nord-est di Baghdad e qualcuno di loro ha intenzione di far ritorno in Iran. questi in una conferenza stampa hanno parlato della situazione difficile del campo e delle minacce subite dai leader del gruppo. Questi hanno ringraziato il governo iracheno per averli aiutati a salvarsi dalle loro pene nel campo”.
Dopo della notizia della TV al-‘Alam, la TV del governo iracheno ha detto che: “4 dei residenti di questo campo sono scappati per aver subito molti maltrattamenti tra cui non poter visitare le loro famiglie … i motivi psicologici e la situazione difficile dei membri dell’organizzazione del popolo hanno, forse, causato la fuga di 4 persone dalla base di Ashraf nella regione di Dayala e rifugiarsi al governo iracheno”.
In questo modo i tentativi fatti dal regime dei mullà, e dalle forze alle sue dipendenze in Iraq, fatti nei mesi scorsi che s’illudevano con la pressione e oppressione, in particolare dopo il trasferimento della tutela di Ashraf alle forze irachene, potessero riscontrare l’ondata di pentiti, hanno avuto una dura sconfitta e il regime fascista al potere in Iran ha colto solo umiliazioni e imbarazzo.
Il consigliere di Sicurezza del governo iracheno che lo show veniva celebrato, oggi 16 aprile, nel suo ufficio, dal mese di febbraio più volte aveva detto che se i residenti di Ashraf potessero scegliere liberamente avrebbero abbandonato questa organizzazione e avrebbero fatto ritorno in Iran.
Proprio per questo il ministero dei Diritti umani dell’Iraq dal marzo ha effettuato le interviste private con tutti i singoli membri di Ashraf e proporgli di scegliere tra il ritorno in Iran o nel terzo paese.
Secondo le ultime notizie ricevute, fino alla tarda sera del 15 aprile, le autorità irachene hanno intervistato 2600 residenti di Ashraf e gli hanno proposto che nel caso del abbandono Ashraf riceveranno ogni agevolazioni per tornare in Iran o ad un altro paese. Ma i Mojahedin del popolo di Ashraf hanno rifiutato ogni proposta ed hanno dichiarato che vogliono rimanere ad Ashraf e non accetteranno nessun altra soluzione. Solo 6 persone, cioè il 0,2% hanno chiesto di lasciare Ashraf e sono state trasferite dalle forze irachene a Baghdad.
La storica resistenza dei Mojahedin del popolo ad Ashraf di confronti a numerosi complotti del regime dei mullà e il sostegno caloroso di iraniani in Iran e in tutto il mondo ad aspra ha messo nello stretto il regime che ha dovuto immediatamente mostrare tre dei sei pentiti in un ridicolo show televisivo per affrontare l’onda del sostegno mondiale ad Ashraf, tra cui quello espresso dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, da parte dei rappresentanti di 47 paesi. Il regime teocratico e oppressore al potere in Iran con questo show intende preparare il terreno per le sue malvagie iniziative future contro i residenti di Ashraf.
Il consigliere di Sicurezza iracheno, il 30 marzo, ha dichiarato alla TV al-Horriah che: “si sta valutando le richieste di questi (residenti di Ashraf). Noi crediamo che le relazioni dicano che la grande maggioranza di questi vogliono recarsi in Iran”. due giorno dopo ha ancora detto, alla TV al-Forat che: “noi separiamo queste persone dai loro leader, la extramaggioranza, noi crediamo vogliano tornare in Iran”. il consigliere iracheno, nel mese di febbraio a Teheran e in compagna del consigliere di Sicurezza del regime iraniano, Jalili aveva dichiarato che: “la maggioranza dei residenti di Ashraf nel loro cuore desiderano tornare in Iran e noi stiamo compilando una lista di queste persone e poi spedirla al governo iraniano fiche si prepari il loro ritorno”.
Il consigliere iracheno, al-Robeii, il 21 marzo, ha dichiarato alla TV al-Iraqhiah che: “noi pensiamo che ci sia un gruppo di 15-20-25 persone che sono leader e controllano il resto, la maggior parte, quasi la totalità sono stati sotto lavaggio di cervello, se vengono tolte le pressioni vogliono tornare nel loro paese, se togliamo questi che effettuano il lavaggio di cervello, forse l’extramaggioranza, quasi la totalità vogliono andarsene …”.
Uno dei 4 che ha partecipato nello show televisivo, Abbas Badfar ha riferito una sceneggiata secondo cui con una “fuga costruita” a scopo di compere una missione “suicida” da pare dei Mojahedin del popolo in Iraq. Questa persona s’è raggiunta ad Ashraf alla vigila della guerra all’Iraq, e nel 20 novembre 2008, quando le forze irachene non c’erano ad Ashraf e la tutela di Ashraf veniva effettuato dalle forze statunitense, s’è rivolto a loro e le forze americane dopo una settimana l’hanno consegnato alle forze irachene.
La ridicola storiella della missione suicida e immolazione tra le forze irachene, il signor al-Robeii l’aveva già raccontata riferendola ad un altro pentito, Macchi Rafii, ma dopo svelamenti della Resistenza Iraniana la sceneggiata viene appiccicata ora ad un altro individuo.
Il consigliere di Sicurezza irachena nel comunicato del 19 gennaio aveva detto che: “uno dei residenti di Ashraf s’è consegnato alle forze irachene e ha detto di aver una missioni suicida da parte dei Mojahedin del popolo nella base delle forze di sicurezza irachene”. Questo individuo è Macchi Rafii che, il 13 gennaio ha chiesto, per scritto, di uscire da Ashraf, e ricevuto il contributo in denaro dai Mojahedin del popolo e s’è consegnato alle forze irachene all’entrata di Ashraf. Dopo di che le forze statunitense sono arrivati e dopo due giorno l’hanno consegnato al ministero dei Diritti umani dell’Iraq.
Al-Robeii, il 31 marzo ha cambiato la sua sceneggiata nella dichiarazione con al-Iraghiah e ha detto che due dei residenti di Ashraf hanno abbandonato il campo e “si trovano da noi e uno di loro dice di aver la missione di immolarsi tra le forze irachene e proferire che gli iracheni l’hanno bruciato”. Ora la replica di questa sceneggiata tocca ad Abbas Badfar, senza sapere l’attore di prima con quella pretesa cosi gravosa che fine abbia fatto.
Altre tre persone, Jaafar Ebrahimi, Valiollah Khodabandeh Lui e Ali kaki che hanno partecipato allo show di pentimento e hanno ripetuto il dettato dei mullà, in ordine nelle interviste dei 5 e 6 e 8 aprile hanno espresso loro pentimento e sono recati a Baghdad, insieme alle forze irachene.
Jaafar Ebrahimi, che s’era raggiunto ad Ashraf a luglio 2002, pochi mesi prima della guerra all’Iraq con una grossa menzogna ha detto che: “negli anni che lui rimasto nella base nessun organizzazione umanitaria l’ha visitata, oppure se accadeva (una volta) i residenti della base non s’ne accorgevano e solo i capi della base sapevano mentre non c’era l’incontro con i membri”. Questa è una menzogna che oltre ai Mojahedin del popolo presenti ad Ashraf, le forze statunitense, la Croce Rossa internazionale e UNMI in Iraq la possono smentire.
È interessante sapere che 27 agosto 2008 la delegazione della CRI in visita al campo di Ashraf aveva incontrato e colloquiato privatamente con Jaafar Ebrahimi.
Paigi,16 apr. 09
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
