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Iran: La resistenza iraniana chiede aiuto per salvare la vita di Hojjat Zamani

ImageCNRI, 14 Febbraio – Di fronte alle crisi interne ed internazionali, il regime dei mullah ha intensificato le pressioni e le torture contro i prigionieri politici, compresi i prigionieri Mojahedin. Informazioni arrivate dall’Iran parlano della scomparsa di molti prigionieri politici Mojahedin, tra cui Hojjat Zamani, in queste ultime settimane e dell’assenza d’informazione credibile al loro riguardo. Prigionieri Mojahedin sono stati anche trasferiti a Teheran dalle carceri di provincia per forzarli sotto la tortura a pentirsi davanti alla televisione e denunciare l’organizzazione del Mojahedin del popolo d’Iran.

Il boia del regime nella prigione di Gohar Dasht della città di Karaj (ovest di Teheran), compreso il direttore della prigione, Haj Kazem, si sono elogiati dinanzi ai prigionieri di trasferimenti sospetti in questi ultimi giorni, che Hojjat Zamani è stato impiccato ed ha minacciato di impiccare anche gli altri prigionieri. Il 12 febbraio, le domande della famiglia di Zamani presso le autorità della prigione sono restate inutili. Si è detto loro di andare alla Corte di Teheran. Gli agenti del regime avevano esercitato delle pressioni il 5 febbraio sul sig. Zamani purché chiedesse la clemenza, ciò che, secondo le informazioni, avrebbe rifiutato. Membro dell’OMPI, Zamani, 31 anni, è stato imprigionato nel 2001.  In questi ultimi cinque anni, il regime ha esercitato delle pressioni su di lui e l’ha torturato, per rompergli il morale. In molte occasioni, è stato trasferito nella sezione dei detenuti criminali.

 Il sig. Zamani ha condotto numerosi scioperi della fame nel 2004 e 2005 ed aveva chiesto l’esame delle condizioni nelle prigioni del regime e delle indagini sulle vaste violazioni dei diritti dell’uomo in Iran. La resistenza iraniana chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al segretario generale dell’ONU, all’alto commissario dell’ONU per i diritti dell’uomo e a tutte le organizzazioni internazionali di difesa dei diritti dell’uomo di condurre un’indagine sulle circostanze d’imprigionamento del sig. Zamani e della sua sorte dopo cinque anni di detenzione. Esorta anche i difensori dei diritti dell’uomo in tutto il mondo di condannare il regime iraniano ed intervenire per salvare la vita dei prigionieri politici in Iran minacciati d’esecuzione. Il Consiglio di sicurezza deve esaminare il bilancio delle gravi violazioni dei diritti dell’uomo del regime dei mullah, in particolare 120.000 esecuzioni politiche, come pure gli attentati terroristici all’estero. I dirigenti della dittatura religiosa e terroristica al potere in Iran devono essere condotti dinanzi ad un tribunale internazionale per i loro crimini commessi contro il popolo iraniano.

 Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
 Il 14 febbraio 2006

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