CNRI, 26 luglio – Secondo informazioni, almeno due dei prigionieri impiccati domenica scorsa alla prigione di Evine, erano prigionieri politici. Fazel Ramezani ed Hadj-Morad Mohammadi, della tribù Bakhtiari (sud-ovest dell’Iran), sono stati arrestati in occasione di confronti con i guardiani della rivoluzione ed imprigionato alla prigione di Gohardacht della città di Karaj in sobborgo di Teheran. Sabato, sono stati trasferiti nella capitale alla prigione di Evine dove sono stati impiccati con dieci altri prigionieri.
Esecuzione dei prigionieri politici sotto pretesto di criminali ordinari è una pratica ben nota del regime dei mullah e fino ad oggi molti di prigionieri politici e Mojahedin del popolo sono stati impiccati sotto pretesto di traffico di droga. La Resistenza Iraniana attira l’attenzione dell’alto commissario dell’ONU per i diritti di l’uomo, la segretaria generale dell’ONU e tutte le altre organizzazioni internazionali dei diritti dell’uomo sul numero crescente delle esecuzioni arbitrarie ed in particolare quello dei prigionieri politici sotto pretesto di criminali ordinari. Chiama alla designazione di una missione d’indagine internazionale sulle esecuzioni in Iran.
Il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
26 luglio 2007
