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Iran: Decine di migliaia di lavoratori hanno manifestato nella capitale e in altre città

ImageCNRI, 20 novembre – Questa mattina decine di migliaia di lavoratori bisognosi si sono radunati per protestare per i loro stipendi non pagati e per la legge anti-lavoro del regime dei mullah.
A Tehran i lavoratori in protesta si sono riuniti fuori dalla Casa del Lavoro in Iran in via Abu-Raihan.
Una protesta simile è stata organizzata in altre città come Shiraz, Mashhad, Semnan, Sari, Arak, Saveh, Kashan, Qazvin, Qom e Yazd.

Nella capitale decine di migliaia di lavoratori si sono riuniti dalle prime ore del mattino fuori dalla Casa del Lavoro in via Abu-Raihan. Un gran numero di lavoratori sono venuti da Islamshahr, Qom e Karaj, le tre città che sono state collegate alla città con degli autobus per raggiungere le manifestazioni di Tehran.
Le Forse di Sicurezza statali e altri agenti di sicurezza hanno attaccato i lavoratori in sciopero e degli autobus li hanno caricati per portarli alla Tomba di Khomeini dove stati portati ad ascoltare gli agenti del lavoro.
I lavoratori hanno continuato con la loro protesta là, gridando degli slogan contro il governo:"La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile", "  Jahromi(ministro del lavoro) deve lasciare il suo incarico", " L’incompetente ministro del lavoro dovrebbe dimettersi", "Morte a Jahronis" e "Non verremo umiliati".
 
Contemporaneamente alle manifestazioni di Tehran, simili episodi sono avvenuti in altre città come Shiraz, Arak, Mashhad e Yazd.
I lavoratori hanno gridato:"L’incompetente ministro del lavoro dovrebbe essere impiccato", "Morte a Jahromi", "Jahromi deve dimettersi"e "I lavoratori moriranno ma non cadranno nell’imiliazione".
 
La Sig.ra Maryam Rajavi,Presidente eletto della Resistenza iraniana, ha salutato i lavoratori in protesta e ha chiamato la popolazione iraniana, soprattutto i giovani, a sostenere i lavoratori bisognosi.
 
Ha aggiunto che le proteste di lavoratori, studenti, donne e altri strati della società iraniana sono i segnali dello stato vacillante in cui si trova il regime.
 
La Sig.ra Rajavi ha detto che il commercio e le relazioni con il regime medievale dell’ Iran non possono essere legittimate e nemmeno giustificate.
Ha chiamato tutte le organizzazioni internazionali dei diritti umani, come pure le unioni dei lavoratori, a condannare il regime per le sue misure anti-lavorative e a supportare i lavoratori iraniani nei loro tentativi di ristabilire i loro diritti di base.
 
Segretariato  del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana
20 Novembre 2007

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