CNRI – Mercoledi sera, 34°giorno dall'inizio della rivolta popolare, gli abitanti di Tehran si sono riuniti di fronte alla casa di Sohran Arabi, e nel porgere le condoglianze alla madre e ai parenti hanno dato sfogo alla loro rabbia e al loro odio nei confronti dei mullah che governano l'Iran.
I dimostranti hanno gridato: " Il nostro Sohrab non è morto, è il governo che è morto ", " Ucciderٍ chi ha tolto la vita a mio fratello", " Oh fratello martire, vendicherٍ la tua morte", "Morte al dittatore" e " I prigionieri politici devono essere liberati".
Hanno ricordato la vita di Sohrab Arabi, 19 anni, ucciso dalle forze soppressive.
Nel frattempo, la gente continuava a gridare "Dio è grande" dai tetti di Tehran e hanno portato avanti la protesta contro il regime nel secondo mese di rivolta.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
16 luglio 2009
