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Iran: 13 impiccagioni in un giorno per cominciare 2008

ImageCNRI, 2 gennaio  – Tredici persone, fra cui una madre, sono state impiccate  mercoledì in Iran dal regime dei mullah. Il 2007 si era concluso su due impiccagioni nel Sud-Est del paese, il 31 dicembre.
 Il 2008 si apre su un’onda di crudeltà. Si è fra le vittime una giovane donna di 27 anni, Raheleh Zamani, madre di una ragazza di cinque anni e di un ragazzo di tre anni. È necessario ricordare che i mullah detengono il record del più grande numero di esecuzioni di donne al mondo. Oltre al fatto che queste vittime si contano per decine di migliaia, e che siano di qualsiasi età e di strati sociali, il modo in cui sono messe a morte è volontariamente più crudeli.

Come esempio, quando sono appese, il boia mette il nodo sotto la gola – e non sotto l’anello come gli uomini – perché l’agonia sia lunga e penosa, come lo attestano di molte pellicole girate e diffuse dalle autorità. La prigione di Evine, nel nord di Teheran, ha servito a pendere otto condannati di cui Raheleh, secondo l’agenzia ufficiale Isna.
Gli altri prigionieri effettuati erano di giovani tra i 24 ed i 28 anni. D’altra parte, tre uomini anche sono stati impiccati mercoledì nella città iraniana di Qom (centro) Safarali Nazari Achkar, 36 anni, Sohbatollah Malaki, 39 anni ed Habib Olia’i e gli altri due, la cui identità non è stata rivelata, in quella di Zahedan (Sud-Est), ha riportato l’agenzia ufficiale Irna. L’assemblea generale dell’ONU ha appena condannato in dicembre il regime dei mullah per le sue violazioni sistematiche dell’uomo, particolarmente le onde di esecuzioni che toccano di frusta piena la gioventù e le donne. Si tratta della 54e risoluzione del tipo. il 2007 che è stato segnato da una folla di manifestazioni e di proteste in particolare della gioventù, ha anche conosciuto un tasso senza precedenti di esecuzioni. Si trattava molto spesso di prigionieri politici accusati di reati di diritto comune, una tattica classica di questa dittatura religiosa.

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