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Il regime iraniano ritira candidatura dal Consiglio dei Diritti dell’Uomo

Il regime iraniano ritira candidatura dal Consiglio dei Diritti dell'Uomo nel timore di una maggiore sconfitta

ImageCNRI – In un’umiliante ritirata, il regime dei mullah ha annunciato sabato, 24 aprile, di aver ritirato la sua candidatura per Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, nonostante i costi sconcertanti che questa aveva avuto per il popolo iraniano.
La decisione giunge in un momento in cui nei giorni scorsi il fascismo religioso al potere in Iran aveva rivendicato in stile Goebbels la sua "approvazione imminente per l'adesione" nel Consiglio dei Diritti Umani come una "specializzazione internazionale della dedizione iraniana per i diritti umani ".

Appoggiandosi a Paesi che violano in prima persona i diritti umani o ad alcune controparti commerciali, il regime iraniano era riuscito ad autonominarsi candidato per l'appartenenza al corpo di 47 membri. Ha offerto tangenti enorme e lucrosi contratti in vari Paesi per ottenere i voti necessari.
Le  organizzazioni dei diritti dell’uomo, i rappresentanti della Resistenza Iraniana a Ginevra, New York e in altre capitali del mondo, le associazioni dei sostenitori della Resistenza in tutto il mondo, e molti Stati membri delle Nazioni Unite hanno intrapreso un'azione di vasta portata per impedire al regime iraniano di essere selezionato come membro del Consiglio.

Il ritiro è arrivato nelle ultime settimane prima delle elezioni dopo che il regime ha avuto la certezza che non avrebbe ottenuto la maggioranza nel volo dell'Assemblea Generale dell'ONU. Quest’azione è stata intrapresa per evitare una sconfitta più grande. Il regime dei mullah è stato uno dei cinque Paesi nominati nel gruppo asiatico per diventare membro del Consiglio. L'Assemblea Generale sceglierà quattro Paesi come membri per il corpo dei diritti umani. Gli altri quattro Paesi sono Malaysia, Maldive, Qatar e Thailandia.

La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha definito l’inevitabile ritiro del regime da membro del Consiglio, come un sintomo del suo schiacciante isolamento e della mancanza di legittimazione sulla scena internazionale. "È giunto il momento dell'espulsione del regime dei mullah da altri organismi internazionali, in particolare quelle legati ai diritti umani e alle questioni umanitarie", ha detto la signora Rajavi, aggiungendo: "Questo regime non solo non rappresenta il popolo iraniano, ma è una vergogna per l'umanità e dovrebbe essere isolato dalla comunità internazionale per le sue atrocità contro il popolo, tra cui le esecuzioni e il massacro di 120.000 prigionieri politici, il suo bellicismo e l'esportazione del terrorismo nella regione e nel mondo e l'uccisione di persone innocenti in tutto il mondo".

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
24 Aprile 2010

 

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