Da anni, in lotta per diritti e riforme
Per le donne iraniane la libertà è solo un optional
Siena – LIran è un paese favoloso. Persia di un tempo che fu , è terra di tappeti e di arazzi, di ingegneri e di pistacchi. Epperò vive in se un dramma insanabile in seno alla cultura islamica:
la questione femminile. Che alcune coraggiose donne iraniane, sebbene esiliate a miglia di distanza dalle loro frontiere, stanno concludendo con cocciutaggine. Per spezzare le catene delloppressione e della morte, che gravano sul proprio paese.
Lappello è di quelli forti. Assordanti. E la provincia di Siena non è rimasta in disparte. Ha deciso di dare voce al movimento nazionale di resistenza iraniano che lotta contro il medioevo culturale in cui Ahmadinejad e soci intendono mortificare lIran. E contro cui, guarda caso, sono proprio le donne musulmane a rivoltarsi per prime. Dal regime di Khomeini, il prezzo della vita delle donne iraniane vale la metà di quello degli uomini.
Ed è contro questo deprecabile status sociale che Pietro Del Zanna, assessore provinciale alla pace e alla cooperazione, ha deciso di ospitare alcuni incontri con lIride. Questa è la giornata clou per lassociazione interculturale femminile- premette del zanna In particolare, vogliamo che si dia conoscenza e sostegno dello stato dei dritti delle donne che in Iran si battono da anni contro il vessatorio regime teocratico. LIride, da sempre impegnata a corroborare le battaglie civili delle donne, ha appena tradotto il libro di Maryam Rajavi. Che sfida le forme del retrivo integralismo patriarcale. Ma la Rajavi è soprattutto leader del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. E questo cambia tutto. Un ruolo davanguardia simile da parte delle donne è unico nel mondo islamico- ammette, aiutata dal traduttore, Farideh Araki Karimi, una dei membri al confino della resistenza. In nome dellIslam, Khomeini e i regimi successivi hanno violato le nostre libertà. E noi continuiamo ad opporci. Sebbene il delicato velo porpora che le occulta in parte la chioma castana, Farideh ha laria di chi sa cosa significhi ribellarsi a muso duro ad una dittatura etica. Che uccide e ha ucciso molte donne per imporre la propria continuità. Khomeini ha assassinato più di centomila persone prosegue Farideh Ma anche le attuali manifestazioni femminili non sono ben viste.
A resistere al dispotismo culturale e civile sono anche quei mujaheddin sostenitori di una soluzione politica laica e democratica che il regime, anche con lottuso benestare dellUe, indica come terroristi internazionali. Stranezze della storia. Che le instancabili donne di Teheran vogliono ribaltare. Noi viviamo in esilio, lontano, e le nostre famiglie hanno enormi problemi in patria confida Farideh Ma siamo in tanti a lottare per le libertà civili e per la democrazia. Il libro di Maryam Rajavi mostra come il nostro movimento voglia pace e riforme democratiche. I parlamentati italiani e inglesi pare se ne siano accorti. Lauspicio è che si ravvedano anche i custodi ortodossi dellantica Persia.
Bruno Interlandi
