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Reza Olia, membro del CNRI e artista che ha immortalato i caduti iraniani, è morto a 87 anni

Iranian artist and sculptor Reza Olia, a longtime member of the National Council of Resistance of Iran, at an NCRI meeting

L’artista e scultore iraniano Reza Olia, membro di lunga data del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran, durante una riunione del CNRI

Reza Olia, lo scultore di origine iraniana le cui sculture in bronzo di martiri politici, combattenti della resistenza e manifestanti uccisi sono diventate potenti simboli del movimento pro-democrazia iraniano in esilio, è morto giovedì 9 luglio 2026 in Italia. Aveva 87 anni. Il decesso è stato causato da complicazioni di una malattia renale, secondo quanto riferito dal Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI), di cui era membro dal 1995.
Per oltre sessant’anni – attraverso due dittature e innumerevoli atti di terrore di Stato – Olia ha praticato una forma d’arte unica, un vero e proprio atto di sfida. Lavorando nel suo studio nella cittadina medievale di Fiano Romano, a 40 chilometri a nord di Roma, ha fuso in bronzo le effigi di persone che la dittatura clericale aveva giustiziato o torturato e di altri che si erano ribellati. Ogni statua rappresentava un rifiuto di lasciare che il regime scrivesse la storia definitiva.
I suoi soggetti spaziavano da Neda Agha-Soltan, uccisa durante le proteste iraniane del 2009, a Navid Afkari, il lottatore giustiziato nel 2020; da Reyhaneh Jabbari a Baktash Abtin, il poeta dissidente morto in prigione. Ha realizzato anche busti di caduti della Resistenza iraniana, tra cui Mohammad Hanifnejad, il fondatore dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo.
L’arte di Reza Olia non è mai stata provinciale. Fiano Romano gli commissionò una scultura in bronzo di Enrico Berlinguer. Realizzò anche monumenti ai martiri partigiani italiani e un busto di Danielle Mitterrand, l’attivista francese per i diritti umani.
Maryam Rajavi, presidente-eletta del CNRI, ha definito Olia “un raro ed eccezionale esempio di artista impegnato, il cui nome rimarrà per sempre nella storia dell’arte iraniana”.

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Il figlio di un pittore
Nato a Teheran nel 1939, Reza Olia crebbe in una famiglia immersa nell’arte. Suo padre, Mahmoud Olia (1899-1961), era un pittore di spicco e pioniere dell’impressionismo iraniano, nonché allievo prediletto di Kamal-ol-Molk, il padre dell’arte iraniana moderna. Reza imparò a disegnare e a lavorare l’argilla prima ancora di saper leggere fluentemente.
Dopo aver studiato alla Scuola d’Arte di Teheran, si trasferì a Roma nel 1959. All’Accademia di Belle Arti conseguì il diploma in scultura nel 1964 sotto la guida di Pericle Fazzini e nel 1965 quello in pittura con Renato Guttuso, figura di spicco del realismo sociale italiano. Negli anni Settanta e Ottanta seguì una serie di mostre in Italia e in Europa.

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Tra due regimi

Nel 1968, il signor Olia tornò a insegnare presso la Facoltà di Arti Decorative di Teheran. Tuttavia, dopo avere espresso pubblicamente il suo dissenso nei confronti del governo dello scià riguardo alle tecniche di restauro impiegate a Persepoli, fece ritorno in Italia. Si stabilì definitivamente a Fiano Romano e ottenne asilo politico, senza mai più tornare in Iran.
Quando il CNRI fu fondato a Parigi nel 1981, Olia fu tra i primi ad aderire alla sua causa. Divenne la figura culturale più importante del movimento in Italia, utilizzando la sua arte per mantenere visibile la lotta iraniana all’attenzione della società europea.
Il 16 marzo 1993, Mohammad Hossein Naghdi, rappresentante del CNRI in Italia, fu assassinato a Roma da agenti del regime. In seguito, il governo italiano pose Olia sotto protezione statale, un servizio di sicurezza che lo accompagnò per il resto della sua vita. Continuò a lavorare senza mai ammorbidire il suo messaggio.

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L’arte della testimonianza

La sua vasta opera comprende lavori conservati al Museo dei Bozzetti di Pietrasanta e al museo della Resistenza iraniana. Nel 2018 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro Internazionale dalla Casa degli Artisti di Roma, un riconoscimento che ha dedicato interamente ai prigionieri politici della sua patria.
Oltre alla scultura, Olia è autore di Daughters of Iran, un libro che documenta la resilienza delle prigioniere politiche, e di Bronze and Refuge, un’autobiografia in lingua italiana che ripercorre i suoi cinquant’anni di esilio.
Il signor Olia apparteneva a una stirpe artistica e morale difficile da eguagliare. Non usò il suo immenso talento per la fama, ma per dare un volto immortale a coloro che il suo governo voleva che il mondo dimenticasse. Reza Olia ci sopravvive attraverso la sua opera e la causa a cui l’ha dedicata.