
Il 16 luglio 2026, la parlamentare italiana Naike Gruppioni ha moderato una conferenza di alto livello dal titolo “Il futuro dell’Iran” presso il Parlamento italiano, confermando un fermo sostegno alla resistenza iraniana e invitando le istituzioni democratiche a respingere l’indifferenza internazionale. Rivolgendosi ad un’illustre assemblea, che comprendeva figure istituzionali, diplomatici e la presidente eletta del CNRI Maryam Rajavi, Gruppioni ha sottolineato che la difesa dei diritti umani è un obbligo fondamentale delle democrazie occidentali.
Aprendo i lavori, Gruppioni ha ringraziato il Vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli per aver ospitato l’iniziativa, oltre a riconoscere il sostegno del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami. Passando al focus geopolitico principale, il legislatore italiano ha rivolto elogi a Maryam Rajavi, sottolineando che la sua leadership simboleggia le aspirazioni di milioni di iraniani che lottano per una società pacifica, libera e democratica. Gruppioni ha specificamente approvato il progetto democratico di Rajavi, evidenziando il Piano in dieci punti come una tabella di marcia chiara e credibile per un Iran pluralista fondato sulla separazione tra religione e stato, uguaglianza di genere e stato di diritto.
Sottolineando gli imperativi morali della politica estera, Gruppioni ha avvertito che l’indifferenza di fronte alla tirannia genera effettivamente complicità, affermando che le democrazie non possono permettersi di distogliere lo sguardo quando i cittadini rischiano la vita per le libertà fondamentali. Ha anche riconosciuto la direzione della politica estera sotto il primo ministro Giorgia Meloni, notando che l’Italia ha riacquistato credibilità centrale a livello internazionale accoppiando un dialogo diplomatico aperto con una difesa intransigente dei diritti umani e dello stato di diritto. Concludendo il suo discorso, Gruppioni si è impegnata a continuare a guidare gli sforzi politici verso il sostegno al progetto democratico rappresentato dal Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran, rafforzando che la lotta per la libertà appartiene all’umanità nel suo complesso.
Segue una versione tradotta del discorso di Naike Gruppioni:
https://x.com/JavadDabiran/status/2077765581801992679?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2077765581801992679%7Ctwgr%5Eaaebad86429ed5e3fbdd29298fa7cfe21c0e08ad%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.ncr-iran.org%2Fen%2Fnews%2Firan-resistance%2Fthe-duty-of-democracy-italian-mp-naike-gruppioni-reaffirms-support-for-maryam-rajavi%2F
Grazie mille. Signor Vicepresidente, onorevoli colleghi, autorità, signore e signori, vedete, ci sono momenti in cui alle istituzioni non viene chiesto di amministrare il presente, ma di assumere una responsabilità molto più alta, che è quella di indicare una direzione, difendere i principi e dare voce alla libertà. Ecco, questo è uno di quei momenti. Oggi, per me è un grande onore, ma è anche una grande responsabilità, nella sede della rappresentanza democratica italiana, come ha ricordato prima il Vicepresidente, apriamo la conferenza sull’Iran del futuro, consapevoli che libertà, diritti e responsabilità internazionale non sono parole astratte, ma impegni concreti che richiamano ciascuno di noi. Ogni volta che il destino di un popolo viene discusso in questa sala, non è solo un atto politico, ma un’affermazione di un dovere morale, civile e istituzionale.
Desidero innanzitutto esprimere un sentito ringraziamento al Vicepresidente della Camera dei Deputati, onorevole Fabio Rampelli, collega e amico, per il suo saluto istituzionale e per aver voluto accogliere questa iniziativa nella sede della rappresentanza democratica italiana. La sua presenza conferisce ulteriore prestigio a un confronto dedicato ai valori della libertà, della democrazia e dei diritti umani. Porto anche i saluti del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, onorevole Galeazzo Bignami, che non può essere presente per inevitabili impegni istituzionali. Mi ha incaricato di esprimere la sua vicinanza a questa iniziativa e il suo sincero apprezzamento per una conferenza che richiama l’attenzione della comunità internazionale sulla tutela dei diritti umani, della libertà e della dignità umana. La sua attenzione a questi temi rappresenta un segnale molto importante dell’impegno con cui il nostro gruppo parlamentare guarda alle grandi sfide internazionali, nella convinzione che la difesa della libertà e dei diritti fondamentali costituisce un patrimonio irrinunciabile delle democrazie.
Permettetemi anche di rivolgere un sentito e affettuoso saluto ai nostri illustri relatori che, con la loro presenza, conferiscono a questo convegno un valore politico, istituzionale e umano di straordinaria importanza.
https://x.com/iran_policy/status/1852459851676320058?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1852459851676320058%7Ctwgr%5Eaaebad86429ed5e3fbdd29298fa7cfe21c0e08ad%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.ncr-iran.org%2Fen%2Fnews%2Firan-resistance%2Fthe-duty-of-democracy-italian-mp-naike-gruppioni-reaffirms-support-for-maryam-rajavi%2F
Ora, desidero rivolgere un saluto davvero speciale alla signora Maryam Rajavi, Presidente eletta, e sottolineo eletta, del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran. Cara Presidente Rajavi, ci conosciamo da diversi anni, ma per me è sempre un grande onore, e la accolgo con emozione ancora una volta alla Camera dei Deputati. Vedete, la sua presenza rappresenta molto di più di quella di un leader politico autorevole. Rappresenta la speranza di milioni di donne e uomini iraniani che desiderano vivere in un paese libero e democratico in pace. Con coraggio, determinazione e straordinaria coerenza, ha continuato per anni a portare avanti una battaglia fondata sui valori universali della libertà, della democrazia, dello stato di diritto, della separazione tra religione e stato, dell’uguaglianza tra uomini e donne e del pieno rispetto dei diritti umani. Il suo Piano in dieci punti costituisce una proposta politica chiara e credibile per un Iran libero e pluralista che rispetti la dignità della persona. La sua è una visione che guarda al futuro e continua a ispirare chi crede che il cambiamento possa nascere dalla forza delle idee e dalla volontà delle persone.
Desidero pertanto esprimere, anche a nome di tutti i presenti, la nostra più profonda gratitudine per aver accolto il nostro invito e per il suo instancabile impegno a favore della libertà del popolo iraniano. La sua presenza oggi onora questa conferenza e rafforza il significato del nostro impegno politico.
Permettetemi anche di esprimere un sincero ringraziamento a tutti i colleghi presenti, agli ambasciatori, ai rappresentanti del corpo diplomatico, ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle associazioni e della società civile. La vostra presenza rende questa conferenza ancora più autorevole e soprattutto dimostra che la difesa dei diritti umani non appartiene a una sola parte politica, ma rappresenta un patrimonio comune delle democrazie.
La presenza numerosa e qualificata che vediamo oggi in questa sala dimostra che questo non è un appuntamento come gli altri. Quando la dignità umana, la libertà dei popoli e la pace sono in gioco, nessuna democrazia può permettersi il lusso dell’indifferenza. La storia ci insegna che l’indifferenza finisce troppo spesso per generare complicità. Quando una donna rischia la vita per essere libera, quando un giovane chiede solo di vivere senza paura, quando un popolo reclama il diritto di scegliere il proprio futuro, il silenzio non è neutralità, ma rassegnazione.
Stiamo parlando dell’Iran, ma in realtà stiamo parlando di un principio universale per noi: il diritto di ogni essere umano a vivere libero ed esprimere le proprie idee, nonché a partecipare democraticamente alla vita del proprio paese, senza paura, senza repressione e senza violenza. Come dicevo, non c’è nulla di astratto in questo. Al contrario, la difesa dei diritti umani non può limitarsi alla dichiarazione di un principio, ma deve tradursi in responsabilità, coerenza e azione politica.
https://x.com/iran_policy/status/1791743274186580163?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1791743274186580163%7Ctwgr%5Eaaebad86429ed5e3fbdd29298fa7cfe21c0e08ad%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.ncr-iran.org%2Fen%2Fnews%2Firan-resistance%2Fthe-duty-of-democracy-italian-mp-naike-gruppioni-reaffirms-support-for-maryam-rajavi%2F
Ora, in questo quadro, desidero ricordare anche il lavoro del nostro governo guidato dal Premier Giorgia Meloni, che ha ridato autorevolezza, credibilità e centralità all’Italia sulla scena internazionale. Un governo che ha scelto una linea chiara: dialogare con tutti ma non rinunciare mai alla difesa della libertà, della dignità della persona, dello stato di diritto e dei valori che costituiscono il fondamento delle democrazie occidentali.
Oggi, parlando dell’Iran del futuro, non stiamo semplicemente formulando un desiderio. Riconosciamo il diritto di un popolo a costruire un domani diverso, un domani fondato sul pluralismo, sulla partecipazione democratica, sul rispetto della dignità umana, sull’uguaglianza tra donne e uomini, sulla libertà religiosa e sulla piena protezione dei diritti fondamentali. E vengo al significato di questa conferenza, che va ben oltre il dibattito di oggi e pone l’Iran e il suo popolo al centro. Essa chiama ciascuno di noi a una responsabilità importante, quella di non limitarsi a osservare gli eventi, ma di contribuire a orientare la storia verso la libertà, la giustizia e la pace. Perché le grandi democrazie si misurano anche con la loro capacità di non guardare dall’altra parte quando i popoli chiedono la libertà.
Con questo spirito, dichiaro ufficialmente aperta la conferenza “Iran del Futuro”, con l’auspicio che la discussione odierna—perché qui, oltre a legiferare, si deve discutere in modo libero e democratico—possa trasformarsi in un impegno concreto, in una più forte consapevolezza, in una rinnovata responsabilità condivisa. Perché la libertà, la democrazia, la dignità e i diritti umani non appartengono a una singola nazione, ma all’umanità nel suo insieme.
