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IRAN: Difficilmente si può sfuggire alla lista terroristica dell’UE

ImageJudith Crosbie
European Voice, 8-14 Marzo – A partire dal prossimo fine settimana il Consiglio dei Ministri comincerà a diffondere i documenti che spiegano ai gruppi e agli individui le ragioni per le quali sono inclusi nella lista dei movimenti etichettati come terroristi dell’UE. Si verifica così una presa di distanza dalla procedura precedente con la quale il Consiglio stabilisce i gruppi e gli individui da etichettare come terroristi, li include nella lista, congela i loro, ovunque siano presenti nei territori UE, senza fornire alcuna spiegazione né possibilità di replica.

Una sentenza emanata dalla Corte europea di Prima Istanza a Dicembre ha sollecitato una nuova direzione verso la trasparenza ma questo non ha risparmiato le critiche al sistema.

Tutto questo slancio a favore delle riforme si è scatenato riguardo al caso dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, un gruppo che si oppone al regime iraniano e che ha presentato un ricorso contro la decisione del Consiglio sostenendo che è stato inserito nella lista terroristica senza un giusto processo. “La Corte ha sostenuto che la decisione con la quale si ordinava il congelamento dei beni del PMOI non conteneva argomentazioni sufficienti e che, la suddetta decisione, è stata adottata con una procedura che non ha garantito il diritto della parte a un giusto processo.” appare scritto in una dichiarazione della Corte.

Il Consiglio ha interpretato la sentenza come un avvertimento sulla necessità di cambiare le procedure con le quali i gruppi e gli individui vengono messi e tenuti sulla lista. Sotto la presidenza finlandese l’EU, a luglio dell’anno scorso, aveva anticipato la sentenza e aveva cominciato un processo di riforma. La riforma comprendeva la formulazione di una “dichiarazione delle ragioni” da fornire a coloro che sono inseriti nella lista, che spiegasse i motivi della loro inclusione e la possibilità di replica. Inoltre, secondo quanto dichiarato da un diplomatico, sembra che la riforma preveda entro un anno l’adozione di un metodo di valutazione molto più accurato e approfondito delle ragioni della permanenza di un gruppo o di un individuo sulla lista.

Le nuove procedure vennero messe in pratica per la prima volta lo scorso dicembre quando nove individui incarcerati in Olanda furono inclusi nella lista. Il Consiglio successivamente scrisse al PMOI informandolo dei motivi per i quali sarebbe stato mantenuto sulla lista e il gruppo ha replicato al Consiglio la settimana scorsa (1 marzo).

Ma il PMOI ha sostenuto che, con la decisione di non togliere il gruppo dalla lista, il Consiglio ha infranto le sue stesse regole e ha violato la legge . Il gruppo ha sostenuto di aver rinunciato alla violenza dal giugno 2001 e che molti episodi citati dal Consiglio come ragioni per tenerli sulla lista sono eventi accaduti negli anni ‘90. Uno degli incidenti citati si riferisce a “operazioni di commando” sul confine tra Iran e Iraq nel 2000 – 2001, ma non fornisce dettagli su quello che sarebbe accaduto. “ Le dichiarazioni sulle ragioni del Consiglio non contengono informazioni nuove, riguardanti i cinque anni di lista nera.” ha dichiarato Mohammad Mohaddesin, un membro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, l’organizzazione che comprende vari gruppi tra cui il PMOI.

L’ organizzazione è stata inclusa nella lista inizialmente su istigazione di uno stato membro e Mohaddessin, ha sostenuto che la Gran Bretagna sia responsabile dell’inserimento del gruppo nella lista in risposta a delle pressioni iraniane, con il quale l’UE era coinvolta in trattative delicate sul programma nucleare.

Il PMOI è riuscito nel creare un forte gruppo di pressione per il suo caso, ma non sembra che la sua posizione riscuota grande appoggio all’interno del Consiglio. I diplomatici si rifanno ad eventi della loro storia quali l’iniziale sostegno alla rivoluzione iraniana e i successivi legami con Saddam Hussein, instaurati dopo le purghe del regime di Teheran che li costrinsero all’esilio.

“Questa è la storia del PMOI, il fatto che ha cambiato parte. Esso ha dichiarato un cessate il fuoco ma la cosa non è facile. Stanno mostrando la faccia buona all’occidente ma ci sono il legame con Saddam e altre cose.” Ha affermato un diplomatico.

Ma la lista sta creando altri problemi per gli stati membri. L’inclusione di Hamas significa che il dialogo politico e i finanziamenti dell’UE nei territori palestinesi saranno più difficili. Hezbollah, dall’altro lato, non è stata inclusa nella lista perché è parte del governo libanese e includerla nella lista avrebbe suscitato problemi affini a quelli con Hamas.

Molti credono che sia ora che il Consiglio riformi le procedure riguardanti la lista per mettere a tacere le accuse secondo le quali la lista sta traviando la legge pur di combattere il terrorismo. “La lista è mettere insieme in una maniera così poco trasparente…..c’è un urgente bisogno che vengano introdotte procedure normali.” Ha sostenuto Florian Geyer, ricercatore presso il Centro per lo Studio delle Politiche Europee.

Nonostante l’inaugurazione delle nuove procedure significhi che le ragioni dell’UE per l’inserimento degli individui o dei gruppi sulla lista possa essere contestata in pubblico, molti diplomatici lo considerano uno sviluppo positivo “la lista è uno strumento che può essere efficace ma è anche vero che influenza le vite degli individui, così è un argomento molto sensibile.” Ha sostenuto un altro diplomatico.