
a cura dello staff del CNRI
CNRI – L’espansionismo aggressivo del regime iraniano ha provocato violenze e divisioni in tutto il Medio Oriente, mentre i suoi sforzi per creare milizie affiliate nella regione, stanno peggiorando la situazione in tre paesi già instabili: Siria, Yemen e Iraq.
E’ ben noto che ci sono numerosi gruppi di milizie sciite filo-iraniane che combattono in Siria per il regime di Assad, ma alcuni di questi gruppi, come quello di Hashd Shaabi o le Forze di Mobilitazione Popolari, stanno anche agendo in Iraq per ostacolare la pace e la stabilità.
A Dicembre, cinque manifestanti cristiani sono stati colpiti e feriti dai membri della milizia di Hashd al-Shaabi a Bartala, Iraq settentrionale, mentre protestavano insieme ad un grosso gruppo persone, contro le aggressioni della milizia sciita contro i cristiani.
Il Capitano Agathon Saleh ha detto: “Molti cristiani sono infuriati per le pratiche della milizia Hashd al-Shaabi e le considerano alla stregua delle violazioni commesse dal gruppo terroristico del Daesh”.
Nello Yemen, la milizia sciita Houthi attacca costantemente le forze governative yemenite e i civili.
Proprio la la scorsa settimana gli Houthi filo-iraniani hanno rapito 300 persone, soprattutto anziani e bambini, nella città di Adeen. E dato che questo è accaduto subito dopo la morte del comandante Houthi, Abu Abdulrahman Al-Alwi, si pensa che possa essere stata una rappresaglia.
La guerra civile nello Yemen è iniziata nel 2014, quando gli houthi hanno conquistato la capitale Sanaa e molte altre città, costringendo il governo riconosciuto a livello internazionale, a fuggire in Arabia Saudita.
Tuttavia è in Siria che il popolo è stato più colpito dalla campagna di destabilizzazione dell’Iran, dato che le milizie filo-iraniane attaccano i civili e i gruppi di opposizione moderati.
Quasi 18.000 miliziani sciiti pare stiano combattendo in Siria per il regime di Bashar Assad, in una guerra civile iniziata nel 2011, e molti di loro sono stati reclutati dal regime iraniano o da uno dei suoi complici. Tra questi ci sono:
• 10.000 combattenti di Hezbollah, che l’Iran ha dislocato dal Libano
• 5.000 combattenti provenienti dalle zone sciite dell’Iraq, come Baghdad, Najaf e Basra
• 2.000 combattenti della brigata afghana Fatimiyun, che combattono a sud di Aleppo, Damasco e Daraa
• 500 combattenti delle brigate pakistane Zaynabiyyun, che combattono a nord di Aleppo
Oltre a tutto questo, il regime di Assad sta usando gruppi di miliziani filo-iraniani (o shabiha) per spingere le sue forze contro l’opposizione siriana. Questi forti 24.000 shabiha sono stati accusati dell’uccisione di molti manifestanti anti-Assad.
Gli shabiha, che si ritiene vengano finanziati da sostenitori del regime, come il cugino di Assad Rami Makhlouf, hanno iniziato a rimpiazzare i soldati che hanno abbandonato l’esercito siriano durante il primo anno di guerra civile, e il loro numero ha iniziato ad aumentare drammaticamente quando il regime di Assad ha iniziato a perdere potere.
