
Maryam Rajavi chiede un intervento urgente per liberare gli arrestati durante le proteste, per garantire la libertà di parola e abolire il velo obbligatorio
i parlamentari: “Il regime iraniano è nella sua fase terminale. Le relazioni con esso devono essere condizionate alla liberazione dei prigionieri e alla fine delle esecuzioni”
Maryam Rajavi ha chiesto all’Unione Europea e ai suoi stati membri di adottare misure efficaci e decisioni vincolanti, per costringere il fascismo religioso al potere in Iran a liberare i prigionieri arrestati durante le rivolte, per garantire la libertà di parola e di assemblea, porre fine alla repressione delle donne ed abolire il velo obbligatorio.
La Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha fatto questo appello venerdì 9 Febbraio, durante una conferenza dal titolo “Le rivolte in Iran – Appello internazionale per il rilascio dei prigionieri”, alla quale hanno partecipato personalità politiche e parlamentari di 11 paesi europei.
Alla conferenza Maryam Rajavi ha detto: “Trentanove anni di massacri e crimini, di discriminazione e repressione delle donne, di oppressione e censura, sono abbastanza. L’Europa deve porre fine al suo silenzio e alla sua inazione e prendere le distanze dal regime teocratico. Questo regime non ha futuro ed assecondarlo non farà altro che aumentare il prezzo della libertà per il popolo dell’Iran. L’accondiscendenza fomenterà altre crisi e altre guerre nella regione ma, naturalmente, non potrà impedire il rovesciamento del regime teocratico per mano del popolo dell’Iran”.
Decine di parlamentari e di personalità politiche dall’Italia, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dalla Francia, dalla Polonia, dall’Irlanda, dalla Romania, dalla Svizzera, da Malta, dalla Lituania e dal Portogallo, insieme ad Ingrid Betancourt, ex-candidata alle presidenziali della Colombia, hanno partecipato e parlato alla conferenza.

In una dichiarazione congiunta, i partecipanti hanno dichiarato il loro appoggio all’appello di Maryam Rajavi ed hanno ribadito: “L’Unione Europea deve rifiutarsi di avere rapporti con aziende ed individui affiliati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e ad altri organi repressivi. Il proseguimento e l’espansione di relazioni politiche ed economiche con il regime iraniano devono essere condizionati alla liberazione dei prigionieri e alla fine delle esecuzioni. Sollecitiamo inoltre, la creazione di una commissione internazionale dell’ONU che indaghi sugli arresti e le sparizioni dei manifestanti iraniani”.
E Maryam Rajavi ha detto: “La forza trainante delle proteste, che si sono rapidamente diffuse in pochi giorni in 142 città al grido di ‘A morte Khamenei!’, ‘A morte Rouhani!’ e ‘Riformisti, intransigenti state attenti! Il gioco è finito!’, è stata quella delle donne e delle fasce sociali più povere. Nonostante gli alti e bassi, le rivolte proseguiranno. Il regime è incapace di fermarle. Ci sono segnali di allarme e preoccupazione persino all’interno dell’IRGC e della milizia Bassij. Il muro di paura è stato infranto e niente, neanche gli arresti, le uccisioni e la tortura potranno impedire l’avanzamento delle proteste per il rovesciamento del regime”.
“Il regime e le sue lobbies”, ha aggiunto “cercano di spaventare il popolo dell’Iran e la comunità internazionale minacciando il ripetersi dello scenario siriano e lo scoppio di un conflitto interno in Iran, per contribuire alla sopravvivenza del regime. Ma la realtà è che la presenza di una Resistenza potente e profondamente radicata, garantisce davvero un Iran unito e sovrano”.
Maryam Rajavi ha poi sottolineato: “Ma ancor più importante è il fatto che il regime teocratico è la causa principale della crisi e dei massacri in Siria. Con il rovesciamento dei mullah, non solo l’Iran non diventerà una nuova Siria, ma la crisi in Siria, in Iraq e negli altri paesi della regione verrà rimpiazzata dalla pace, dalla tranquillità e dalla democrazia”.
Maryam Rajavi ha affermato: “La Resistenza Iraniana vuole un Iran libero e democratico, la separazione tra religione e stato, pari diritti per tutti i gruppi etnici e la loro autonomia nell’ambito dell’integrità territoriale iraniana, la parità di genere, l’abolizione del velo obbligatorio e di tutte le leggi medievali contro le donne”.
I partecipanti alla conferenza “Le rivolte in Iran”, con una dichiarazione congiunta hanno ribadito: “Queste proteste, unite all’aggravarsi delle condizioni economiche provocato dal regime, tra cui la disoccupazione e il rincaro dei prezzi, segnano la fase terminale del regime. Il presidente ha avvertito che se non ascolterà il popolo, il regime potrà subire un destino simile a quello dello Scià. In una conversazione telefonica del 2 Gennaio con il presidente francese, Rouhani ha anche chiesto alla Francia “di intervenire contro l’opposizione iraniana con sede a Parigi, il PMOI, che ha accusato di fomentare le recenti proteste”, (AFP).
Il 9 Gennaio 2018, il leader supremo dei mullah Ali Khamenei ha apertamente dichiarato che la forza trainante delle rivolte in Iran è stata il PMOI e che “si erano preparati per questo da molti mesi… per organizzare, per vedere questo e quello e reclutare certe persone nel paese…”.

Anche Ingrid Betancourt, ex-candidata alla presidenziali della Colombia, ha parlato alla conferenza. In un momento del suo discorso ha detto: “La rivolta in Iran è drammatica, ma ci dona speranza. Quella che sembrava essere iniziata come una protesta per i problemi economici, si è diffusa velocemente fino a diventare una rivolta nazionale per rovesciare il regime in Iran. Non è un incidente isolato, non organizzato. È un movimento radicato. Le cose non saranno mai più le stesse in Iran dopo queste rivolte. Questo comporta moltissime conseguenze e dovrebbe farci cambiare il modo in cui l’Occidente guarda all’Iran. Viene chiesto un radicale cambio di regime. Il popolo dell’Iran che ha preso parte a queste proteste ha gridato gli stessi slogan che Maryam Rajavi ha ripetuto per così tanti anni. C’è un legame diretto tra i manifestanti e la Resistenza Iraniana, non hanno solo gli stessi slogan, ma hanno anche gli stessi obbiettivi. La Resistenza Iraniana lotta da così tanti anni per conquistare un cambio di regime e questo è ciò che il popolo iraniano vuole. Noi in Occidente, non possiamo più avere una politica di accondiscendenza verso il regime iraniano, quando il popolo nelle strade iraniane sta dicendo che non vuole accondiscendenza verso il regime. È ora che i nostri governi in tutto il mondo, riconoscano la legittimità del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana”.
Lord Anthony Clarke, membro della Camera dei Lords ed ex-leader del Partito Laburista, nel suo discorso alla conferenza ha detto: “La Resistenza Iraniana, in particolare la rete dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), ha avuto un ruolo cruciale nell’organizzazione delle proteste in Iran, dato che ha fatto un lavoro eccezionale nel rompere la censura degli ayatollah ed informare il mondo sulla portata delle proteste. Il 9 Gennaio il leader supremo Ali Khamenei, ha fatto delle dichiarazioni pubbliche ammettendo il ruolo guida esercitato dal PMOI nel pianificare ed attuare le proteste. Il fatto è che sempre più giovani sono attratti dalla Resistenza Iraniana e dagli appelli di Maryam Rajavi. È ora che l’Europa presti attenzione a questa realtà e modifichi la sua politica di conseguenza”.
L’On. Martin Patzelt, membro del Comitato Diritti Umani del Bundestag tedesco, ha detto: “Noi, come europei, siamo moralmente obbligati a sostenere i giovani manifestanti iraniani, che chiaramente e fattivamente hanno dimostrato ed espresso il loro desiderio di un cambio di regime, per ottenere libertà e democrazia. Il concetto che il panorama politico iraniano sia definito dallo scontro tra ‘moderati’ e ‘intransigenti’, si è dimostrato un mito. L’Europa deve intervenire in difesa dei dimostranti detenuti e chiedere i loro rilascio immediato e senza condizioni. Il silenzio di fronte allo sfrenato terrorismo di Teheran nell’affrontare i manifestanti che chiedono pane e libertà, è totalmente inaccettabile. Noi dobbiamo denunciare le malefatte e l’atteggiamento disumano del regime iraniano”.
I partecipanti hanno partecipato entusiasticamente ad una mostra con le immagini delle rivolte del popolo iraniano, allestita a margine della conferenza.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
9 Febbraio 2018
