
La Resistenza Iraniana chiede a tutti i difensori internazionali dei diritti umani di intervenire per salvare la vita di Soheil Arabi, un prigioniero politico di 32 anni che si trova in grave pericolo nel suo trentanovesimo giorno di sciopero della fame, dei quali 9 anche di sciopero della sete e chiede un’azione urgente ed efficace per ottenere la sua libertà. Soheil Arabi, nonostante l’aggravarsi delle sue condizioni, viene privato delle cure necessarie.
Soheil Arabi, diplomato in fotografia e padre di una bambina, è stato arrestato dall’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie nell’autunno del 2013 e sottoposto a torture mentre si trovava in isolamento nella sezione A-2 dell’IRGC.
Soheil Arabi è stato prima condannato a morte e poi a sette anni e mezzo di reclusione, per aver pubblicato le foto delle manifestazioni del 2009, una vignetta su Khamenei ed aver inserito gli articoli in rete. E’ stato accusato di “propaganda contro lo stato”, “apostasia”, “blasfemia contro il profeta e insulti alle santità”. Inoltre è stato condannato a tre anni di reclusione e a 30 frustate per insulti ai leaders del regime.
In base al verdetto del tribunale dell’inquisizione dei mullah, per dimostrare il suo pentimento e salvarsi dall’esecuzione, Soheil Arabi è stato condannato a due anni di “indagine religiosa”, a leggere cioè 13 volumi dell’assurdo testo dei mullah sulla religione e a scrivere un riassunto di tutta queste cose senza senso.
Secondo questo disgustoso governo, Arabi deve sottoporre una risposta scritta sui suoi dubbi alla corte, scrivere un foglio utilizzando cinque libri religiosi e sottoporre il frutto della sua ricerca alla corte, ogni tre mesi per due anni. La pena di morte verrà revocata quando avrà dimostrato il suo pentimento alla corte e avrà modificato il suo comportamento.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1° Ottobre 2017
