
Khamenei terrorizzato dal Movimento per ottenere Giustizia, dalla rabbia della gente per i crimini commessi dal regime ed in particolare per il massacro del 1988
La Resistenza Iraniana condanna con fermezza l’arresto di Ahmad Montazeri operato dal fascismo religioso al potere in Iran e chiede a tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani e ai difensori della libertà di espressione, in particolare all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e al Consiglio per i Diritti Umani, di intraprendere un’azione urgente per il suo rilascio.
La magistratura del regime iraniano lo ha condannato a sei anni di reclusione per aver reso pubblico un file audio di una conversazione avuta da suo padre, il defunto Ayatollah Hossein Ali Montazeri, con i membri della “Commissione della Morte”, coinvolti nel massacro del 1988 e che ha gettato nuova luce su una piccola parte dei crimini contro l’umanità commessi da questo regime ai danni del popolo iraniano.
Ahmad Montazeri è stato condannato con le presunte accuse di “aver indebolito le fondamenta dell’establishment e di averlo insultato”, “diffamazione nei confronti di Khomeini e di suo figlio”, di aver appoggiato l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) e di “esprimere l’arroganza del mondo”.
L’arresto di Ahmad Montazeri, avvenuto per ordine del leader supremo iraniano Ali Khamenei, dimostra la tremenda paura dei mullah del Movimento per ottenere Giustizia e della rabbia e dell’odio del popolo iraniano per i crimini commessi da questo regime, in particolare il massacro del 1988 di oltre 30.000 prigionieri politici. La rabbia per questo orrendo crimine è arrivata al punto tale che nei mesi scorsi molti individui affiliati al regime si sono uniti alle fila di quelli che protestano contro questa atrocità, rivelando diversi aspetti di questo massacro.
Molti alti esponenti del regime iraniano, compreso Khamenei, i membri della magistratura, il vice-presidente dell’Assemblea degli Esperti e capo dell’impero economico della Astan Ghods Razavi, Ibrahim Reisi e il ministro della giustizia Mostafa Pour Mohammadi, furono personalmente coinvolti in questo enorme crimine.
In un momento in cui il popolo iraniano considera Khamenei e il regime dei mullah responsabili di questa atrocità, che ha interessato tutto il paese e vari aspetti della vita di tutta la popolazione, e in un momento in cui il dissenso e le proteste sociali si sono manifestate in varie parti del paese, Khamenei sta disperatamente facendo ricorso ad una maggiore repressione, ad esecuzioni di massa ed a massicci arresti per salvare il suo regime da una inevitabile caduta.
Il file audio si riferisce ad un incontro tenutosi 28 anni fa tra l’Ayatollah Montazeri, l’allora successore designato del fondatore del regime iraniano Ruhollah Khomeini, e i membri della “Commissione della Morte” di Teheran e alle sue proteste per questo crimine. Questi criminali erano stati incaricati di attuare la fatwa di Khomeini per il massacro dei prigionieri politici.
A questo incontro erano presenti il mullah Nayeri, un cosiddetto giudice, il procuratore pubblico della provincia di Teheran Morteza Eshraghi, il vice-procuratore pubblico Ibrahim Reisi e il rappresentante del Ministero dell’Intelligence Mostafa Mohammadi.
I crimini rivelati da questo file audio, solo tre settimane dopo l’inizio del massacro, rivelano la scioccante entità di questo terrificante genocidio, che viene considerato il più grosso e disumano crimine commesso dopo la Seconda Guerra Mondiale. Queste uccisioni proseguirono per settimane e mesi, a Teheran e in tutto il paese.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
23 Febbraio 2017
