
di Struan Stevenson
La rivelazione che l’amministrazione Obama ha pagato all’Iran un riscatto di almeno mezzo miliardo di dollari in contanti per il rilascio di 5 ostaggi americani, ha provocato un’ondata di shock in tutto il mondo. Nonostante le ripetute smentite della Casa Bianca che ci sia stato un riscatto, il brigadiere generale iraniano Reza Naqdi ha detto all’agenzia di stampa Fars, portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche (IRGC), che: “Questo denaro è stato restituito per la libertà delle spie americane e non era legato ai negoziati (sul nucleare)”.
Tra i cinque americani c’erano un pastore cristiano, un ex-marine statunitense ed un giornalista del Washington Post. Alcuni degli ostaggi avevano la doppia cittadinanza americana/iraniana.
La Casa Bianca ha affermato ripetutamente che il carico di 400 milioni di dollari in franchi svizzeri e euro, sistemati su pedane di legno, era la prima tranche del pagamento di un debito di 1,7 miliardi di dollari scaturito da un accordo su delle armi abbandonate, risalente alla caduta dello Scià nel 1979 e in alcun modo legato alla liberazione degli ostaggi americani, sebbene abbia ammesso che questo pagamento abbia avuto un’utile “influenza” nell’accordo sugli ostaggi. Il pastore Saeed Abedini, uno degli ostaggi liberati, ha detto ai giornalisti occidentali che alla vigilia della loro liberazione, sono stati trattenuti per ore in un aeroporto nei pressi di Teheran, in attesa dell’arrivo di un aereo dalla Svizzera che trasportava 400 milioni di dollari. Le loro guardie gli hanno detto che se l’aereo non fosse arrivato, loro non avrebbero mai lasciato l’Iran.
La politica di accondiscendenza dell’amministrazione Obama nei confronti del regime teocratico iraniano, ha provocato critiche diffuse. La firma di un patto sul nucleare gravemente viziato sta già iniziando a sgretolarsi, mentre l’Iran viola continuamente molte delle condizioni-chiave con una palese dimostrazione di ostilità anti-americana. Ma il pagamento di un riscatto ad un regime che eccelle nelle violazioni dei diritti umani ha aggiunto una dimensione completamente nuova alla fallimentare strategia di Obama in Medio Oriente. Non c’è alcun dubbio che il successo delle loro richieste di riscatto non farà altro che incoraggiare i mullah iraniani a prendere altri ostaggi.
E infatti proprio la scorsa settimana, il procuratore di Teheran ha detto ai media iraniani che una persona con la doppia nazionalità iraniana/britannica era stata arrestata ed accusata di essere una spia del “servizio di spionaggio britannico”. Non ha fornito né il nome, né il sesso dell’accusato. L’Iran ha un passato di rapitore di ostaggi che risale alla nascita della dittatura teocratica nel 1979, quando gli studenti rivoluzionari fecero irruzione nell’ambasciata americana di Teheran, rapendo 60 persone e tenendole in ostaggio per un totale di 444 giorni. Si ritiene da più parti che Mahmoud Ahmadinejad, che in seguito sarebbe diventato presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, fosse uno degli studenti rapitori.
Questo regime iraniano canaglia ha anche più volte rapito marinai americani, che inavvertitamente avevano oltrepassato i limiti della acque territoriali del paese. L’episodio più recente è accaduto a Gennaio di quest’anno, quando 10 marinai americani dono stati catturati ed umiliati dall’IRGC. Sono stati rilasciati dopo 15 ore.
Le attività mafiose dell’Iran non si limitano solo al suo territorio. Cittadini americani e britannici vengono regolarmente rapiti nel vicino Iraq e riportati in Iran. Cinque britannici sono stati presi da un palazzo di un ministero a Baghdad nel 2007 dalla forza Quds iraniana, un ramo dell’IRGC specializzato in operazioni all’estero. Sia l’IRGC che la forza Quds sono sulla lista nera terroristica internazionale. Secondo uno dei sopravvissuti, gli uomini erano stati rinchiusi nelle carceri della forza Quds in Iran per due anni e mezzo, e tre erano stati assassinati dagli iraniani dopo che “il governo britannico si era rifiutato di prendere sul serio le richieste di riscatto”.
Incoraggiato dalla compiacenza occidentale e dalla servile politica di accondiscendenza americana, il regime fascista iraniano ha ora inasprito la sua repressione. All’inizio di Agosto 28 prigionieri politici curdi sono stati impiccati con un’esecuzione di massa. Uno scienziato atomico iraniano, che era scappato in America ma che poi era stato attirato in patria e quindi giustiziato, li ha seguiti sul patibolo. L’Iran ora è diventato primo nel mondo per il numero di esecuzioni pro-capite. Oltre 3000 dei suoi cittadini sono stati impiccati, spesso con brutali messe in scena pubbliche per terrorizzare la popolazione, da quando il cosiddetto “moderato” Rouhani ha assunto la sua carica di presidente nell’Agosto 2013.
Ma avendo una disperata necessità di contante per alimentare la venale corruzione che caratterizza questo regime mafioso, i mullah hanno ora rapito una operatrice del volontariato irano/britannica, Nazanin Zaghari-Ratcliffe. Questa giovane madre di una bambina di due anni, Gabriella, è stata messa in isolamento senza aver avuto accesso ad un avvocato, da Aprile, in un centro di detenzione sconosciuto nella provincia di Kerman.
Le notizie ora dicono che è stata accusata di spionaggio. Si trovava in vacanza per due settimane in Iran con la sua bambina e suo marito Richard, quando è stata rapita dall’IRGC all’aeroporto internazionale di Teheran mentre faceva il check-in per il suo volo di ritorno. La bambina si trova ora con i nonni, ma non vede la madre e il padre da 4 mesi. Il regime iraniano ha ammesso di aver arrestato questa giovane cittadina britannica che, afferma, avrebbe firmato una confessione in cui dichiara di aver complottato per un “rovesciamento morbido” del regime, un’accusa che la porterà certamente alla pena di morte. La capitolazione segreta dell’amministrazione Obama alle richieste di riscatto iraniane, può solo significare problemi per Nazanin Zaghari-Ratcliffe. Il governo britannico segue la rigida regola di non pagare mai i rapitori. La politica di Obama di compiacere i mullah, purtroppo ha creato un nuovo paradigma, che potrebbe avere conseguenze disastrose.
*Struan Stevenson è stato membro del Parlamento Europeo in rappresentanza della Scozia (1999-2014). E’ stato Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq (2009-2014) e Presidente dell’Intergruppo Friends of a Free Iran dal 2005 al 2014. Attualmente è Presidente dell’European Iraqi Freedom Association (EIFA).
