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Iran: Pubblicazione di una registrazione audio scioccante di Ayatollah Montazeri durante una riunione

con la “commissione della morte” dopo 28 anni; l’imperativo di mettere i leader del regime dei mullah sotto processo per crimini contro l’umanità

La pubblicazione di un nastro audio scioccante in cui l’ex erede dell’allora leader supremo del regime iraniano, Khomeini, interviene in una riunione con i membri della “commissione della morte” 28 anni fa (il 15 agosto 1988) rivela nuove informazioni circa la portata e l’ampiezza del massacro dei prigionieri politici in quel periodo. 

Essa mostra anche che i leader del regime iraniano che detenevano posizioni di potere fin dall’inizio dell’instaurazione del regime devono affrontare la giustizia per aver commesso uno dei crimini più orrendi contro l’umanità.

Nel nastro audio, Hossein-Ali Montazeri, che fu successivamente respinto come erede da Khomeini proprio per queste osservazioni, dice ai membri della “commissione della morte”, Hossein-Ali Nayyeri (giudice di sharia del regime), Morteza Eshraqi (procuratore del regime), Ebrahim Raeesi (procuratore aggiunto) e Mostafa Pourmohammadi (rappresentante del Ministero di intelligence e Sicurezza – MOIS): “Il più grande crimine commesso sotto la Repubblica Islamica, per cui la storia ci condannerà, è stato commesso da voi. I vostri (nomi) saranno in futuro incisi negli annali della storia come criminali”. E aggiunge: “L’esecuzione di queste persone mentre non vi erano state nuove attività (da parte dei prigionieri) significa che… l’intero sistema giudiziario è stato colpevole”.

Mostafa Pourmohammadi è attualmente il ministro della Giustizia nel governo di Hassan Rouhani e Hossein-Ali Nayyeri è l’attuale capo della Corte Disciplinare Suprema dei giudici. Ebrahim Raeesi era procuratore del regime dei mullah fino ad alcuni mesi fa ed è stato recentemente nominato dal leader supremo Ali Khamenei capo della fondazione Astan Qods-e Razavi, che è uno dei più importanti centri di potere politici ed economici del regime dei mullah. Gestisce fondi pubblici al fine di sostenere finanziariamente alcune delle azioni del regime di repressione e di esportazione del terrorismo, compresi fondi spesi per la guerra in Siria.

Nel corso della riunione, Montazeri dice a Pourmohammadi che il MOIS aveva pianificato quel massacro molti mesi prima. “(Il Ministero de) l’Intelligence voleva farlo (il massacro) e aveva effettuato degli investimenti. E Ahmad (il figlio di Khomeini) era andato personalmente dicendo per tre o quattro anni (prima della strage) che i membri del MEK (Mojahedin del Popolo) devono tutti essere giustiziati, anche se leggono i loro giornali, pubblicazioni e dichiarazioni”, dice, aggiungendo: “I Mojahedin del Popolo non sono semplicemente individui. Essi rappresentano un’ideologia e una scuola di pensiero. Essi rappresentano una linea di logica. Si deve rispondere alla logica sbagliata presentando la logica giusta. Non si può risolverla uccidendo; uccidere non farà che propagarla e diffonderla”.

Terrorizzato per le conseguenze di questo orribile crimine, Pourmohammadi recentemente ha negato la sua appartenenza alla “commissione della morte” e ha sostenuto di non avere avuto alcun ruolo nel massacro del 1988.

Altrove nell’audio registrazione, si sente Montazeri dire: “Qualcuno era in prigione. Hanno detto che anche sua sorella era stato accusata. Così, sono andati e hanno portato sua sorella. Hanno giustiziato l’uomo. La sorella era stata imprigionata solo per due giorni. Aveva solo 15 anni. Hanno chiesto alla sorella: ‘Cosa ne dici?’. Lei ha detto: ‘Mi piacevano queste persone’. Hanno detto: ‘Dato che suo fratello è stato giustiziato, giustiziate anche lei’”.

In un’altra rivelazione scioccante, Montazeri dice: “A Isfahan, una donna incinta era tra loro [quelli massacrati]. A Isfahan hanno giustiziato una donna incinta”. Aggiunge che secondo la giurisprudenza clericale “non bisogna giustiziare una donna, anche se lei è una mohareb (nemica di Dio)” e poi afferma: “Ho ricordato [a Khomeini] questo, ma egli ha detto che devono essere giustiziati”.

Nel riprendere i membri della “commissione della morte”, Montazeri dice: “Per l’amor di Dio, è il mese di Moharram, il mese di Dio e del Profeta. Almeno sentite qualche vergogna in nome dell’Imam Hussein. Tagliare tutte le riunioni e improvvisamente impegnarsi in tale carneficina! …È stato forse fatto qualcosa di simile in qualsiasi altra parte del mondo? Attenzione a cinquanta anni da oggi, quando la gente esprimerà un giudizio sul leader (Khomeini) e dirà che era un leader sanguinario, brutale e assassino… Noi non saremo al potere per sempre”.

Questa riunione ebbe luogo nel secondo giorno di Moharram 1409 (15 agosto 1988).

Per quanto riguarda il ruolo dell’allora capo della magistratura del regime, Montazeri afferma: “Il signor [Abdulkarim] Moussavi Ardebili, che so che è il più liberale di tutti, dice durante i sermoni del venerdì che tutte queste persone devono essere giustiziate. E poi la gente grida durante i sermoni del venerdì che i prigionieri Monafeqin (Mojahedin) devono essere giustiziati… E quando vuole chiedere all’Imam, invece di dirgli che [le esecuzioni] su così vasta scala non servono i nostri interessi e sarebbero dannose, egli chiede se dovremmo svolgerle nelle province o nelle città”.

Tale è il significato di ‘moderati’ e ‘liberali’ del fascismo religioso al potere in Iran.

Nella registrazione, i membri della “commissione della morte” ammettono che i famigliari di molti di coloro in attesa di esecuzione erano già stati giustiziati e che avevano 15 o 16 anni di età al momento del loro arresto.

Le osservazioni di Montazeri forniscono una prova inconfutabile sulla necessità di mettere i responsabili del massacro del 1988, i leader del regime clericale, sotto processo per crimini contro l’umanità.

La Resistenza Iraniana richiama l’attenzione della comunità internazionale, in particolare del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, sull’imperativo di deferire questo caso a un tribunale internazionale pertinente e competente. Rimanere indifferenti di fronte al più grande massacro di prigionieri politici dalla seconda guerra mondiale, e in vista di prove e documenti chiari, equivarrebbe a una palese violazione dei valori riconosciuti di diritti umani, pace e democrazia, su cui le Nazioni Unite sono state fondate.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 agosto 2016