
e sostenuto il piattaforma in 10 punti di Maryam Rajavi
I rappresentanti del popolo italiano chiedono di condizionare relazioni con l’Iran al miglioramento della situazione dei diritti umani
In una conferenza stampa nella Sala stampa della Camera dei deputati è stato presentato un documento firmato dai 319 deputati e 158 senatori, la maggioranza del Parlamento italiano. I firmatari del documento hanno dichiarato che durante la presidenza di Rouhani non c’è stato moderatismo e soprattutto dopo l’accordo nucleare, il 14 luglio 2015, non s’è visto alcun miglioramento della situazione dei diritti umani in Iran, perciò ogni sviluppo di relazioni deve essere condizionato al miglioramento dei diritti umani in quel paese.
Sen. Stefania Pezzopane, Vicepresidente della Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari riguardo al documento ha dichiarato che: “questo documento firmato dalla maggioranza dei miei colleghi, per me è come un impegno nei confronti del popolo iraniano e della sua Resistenza. La maggioranza del Parlamento italiano ha preso una posizione molto chiara, ora questa posizione deve diventare del sistema Italia. La questione dei diritti umani deve diventare centrale alle relazioni tra i governi e noi lo dobbiamo ricordare a chi si mostra distratto. Le relazioni economiche sono importanti, ma non devono oscurare altre questioni”.
On. Elisabetta Zamparrutti tesoriere di Nessuno Tocchi Caino ha dichiarato che: “c’è ancora chi pensa che la situazione in Iran è cambiata e per ottenere i contratti corre alla corte di Teheran. Guardano la situazione dei diritti umani ci accorgiamo che la situazione è peggiorata e il sorriso di Rouhani serve solo a celare tutto ciò. In Iran il numero delle impiccagioni è molto alto, in particolare nei confronti dei minorenni. Si deve star attenti, perché le relazioni con l’Iran sono pericolose, perché si rapporta con i pasdaran che con i loro soldi si sa cosa fanno. Il governo italiano deve riflettere su questo e soprattutto deve mettere al centro della sua attenzione la questione dei diritti umani”.
Sen. Marco Perduca, Rappresentante all’Onu del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito ha dichiarato che: “vorrei congratularmi con i parlamentari italiani pe raver firmato questo documento. E congratularmi con la Resistenza Iraniana che da decenni fornisce un’informazione molto utile all’opinione pubblica. Perché il regime iraniano tenta con tutti i mezzi a confondere le idee. Io chiedo ai parlamentari italiani firmatari del documento di chiedere al governo italiano di attivarsi per un miglioramento della situazione dei diritti umani in Iran. Il governo italiano dovrebbe ringraziare l’Albania che ha accolto i rifugiati iraniani. È ammirevole che un piccolo paese faccia questa operazione umanitaria. Un paese con pochi abitanti, al contrario degli altri paesi europei, ha fatto un’azione importante e perciò il governo italiano dovrebbe aiutare il governo albanese. Noi dobbiamo anche sapere che la crisi del Medio Oriente nasce dal regime iraniano e l’oppressione dei sunniti in Iraq e la loro estromissione dal potere ha intensificato la crisi in questo paese. Il regime iraniano può soltanto peggiorare la situazione. Noi rimaniamo sempre con la Resistenza Iraniana e ribadiamo con la signora Maryam Rajavi che una via d’uscita dalla crisi in Medio Oriente è a portata di mano”.
il testo del documento:
Dichiarazione sull’Iran
2016
Nonostante ci si aspettasse che l’Iran avrebbe seguito un corso più moderato dopo l’accordo sul nucleare, 9 mesi dopo, le esecuzioni, la repressione, l’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo sono in crescita.
A Luglio 2015 Amnesty International ha annunciato che il tasso di esecuzioni in Iran mostra “un’immagine orribile di una macchina progettata per gli omicidi di stato”. Questa organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani, ci ha ricordato che l’Iran ha il più alto numero di esecuzioni di minorenni del mondo.
Il 29 Ottobre 2015 Camp Liberty, nei pressi di Baghdad, il luogo in cui risiedono i rifugiati iraniani membri del principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), è stato attaccato con almeno 80 missili lanciati dagli agenti del regime iraniano. 24 residenti hanno perso la vita ed una grossa porzione del campo è stata distrutta.
Allo stesso tempo l’interferenza iraniana nella regione, in particolare in Siria, ha assunto dimensioni senza precedenti ed ora 60.000 membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) e i loro agenti, sono impegnati a massacrare il popolo siriano.
Gran parte del denaro che piove nelle mani del regime iraniano, dopo l’alleggerimento delle sanzioni, viene speso per l’acquisto di armi dalla Russia e da altre fonti. Con queste armi il popolo siriano viene massacrato e ogni giorno migliaia di persone vengono scacciate e mandate in Europa. L’azione dell’Iran nella regione ha dato il maggior contributo ed ha aperto la via alla crescita e all’espansione del Daesh (ISIS).
Le elezioni-farsa dello scorso Febbraio in Iran, hanno chiaramente dimostrato che nulla è cambiato. Sebbene tutti i candidati abbiano dichiarato di credere appassionatamente e di essere praticamente impegnati nei confronti del velayat-e faqih, quasi la metà di essi è stata eliminata e squalificata dal Consiglio dei Guardiani, che è sotto l’influenza di Khamenei. La maggior parte degli eletti al parlamento e all’Assemblea degli Esperti, non sono diversi dai loro predecessori in termini di repressione e oppressione.
Il 12 Marzo Hassan Rouhani, il presunto presidente moderato del regime teocratico, ha difeso la presenza delle Guardie Rivoluzionarie iraniane in Siria ed Iraq, con la scusa che devono proteggere i luoghi sacri sciiti. Ha definito le esecuzioni in Iran come l’applicazione delle leggi islamiche o stato di diritto.
La discriminazione e la criminale repressione delle minoranze etniche e religiose e delle donne persistono. Secondo alcune presunte leggi medievali iraniane, alle donne è proibito candidarsi alla presidenza e alle posizioni nella magistratura, oltre a tutta una serie di altre posizioni. Bambine di 8-9 anni vengono considerate pronte per il matrimonio, una causa innegabile di molte tragedie sociali.
Considerando tutti i fatti suddetti, noi di seguito firmatari chiediamo al Governo Italiano, agli stati membri dell’Unione Europea, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ed in particolare al Governo degli Stati Uniti, di intraprendere le seguenti azioni:
1. Condannare energicamente le violazioni dei diritti umani e chiedere la fine delle esecuzioni
2. Chiedere all’Iran di ritirare le Guardie Rivoluzionari e le truppe mercenarie dai paesi della regione, ed in particolare da Siria e Iraq.
3. Garantire la sicurezza e la protezione dei residenti di Liberty fino a che non saranno tutti partiti dall’Iraq e sostenere anche i paesi ospitanti, in particolare l’Albania.
4. Chiedere all’UE, agli Stati Uniti e ai leaders mondiali di appoggiare il Piano in 10 punti di Maryam Rajavi, leader dell’opposizione, per il futuro Iran che si fonda sulla creazione di una repubblica laica e democratica, libere elezioni, parità tra i sessi in ogni campo, divieto di discriminazione, abolizione della pena di morte e coesistenza pacifica nella regione e nel mondo.


