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Ad un prigioniero politico iraniano vengono negate le cure dopo un attacco cardiaco sospetto

CNRI – Ad Afshin Baymani, un prigioniero politico malato che si trova nel famigerato carcere iraniano di Rajai-Shahr (Gohardasht), vengono negate le cure ospedaliere dalle autorità, dopo aver avuto quello che sembra essere stato un attacco cardiaco domenica mattina.

Baymani, un quarantenne che soffre di gravi disturbi cardiaci, è detenuto nel braccio 4 della sezione 12 del carcere di Rajai-Shahr a Karaj, a nord-ovest di Tehran. 

Secondo altri prigionieri politici, Baymani inizialmente è stato portato all’infermeria dove in dottori hanno detto che le sue condizioni erano gravi e che doveva essere ricoverato in ospedale, richiesta respinta dalla guardia nonostante i medici avessero insistito dicendo che non doveva essere riportato in cella in quello stato. Alla fine Baymani è stato riportato in cella dopo due iniezioni. I dottori hanno detto che non doveva essere lasciato solo nelle sue condizioni, neanche la notte, perché rischiava un collasso cardiaco. A Baymani è stato anche detto che oltre ai problemi cardiaci, soffre anche di gravi problemi ai polmoni.

I medici del carcere di Rajai-Shahr avevano già detto a Baymani che aveva bisogno di un’operazione a cuore aperto.

Afshin Baymani, padre di due figli, si trova in carcere da quasi 16 anni, prima nella famigerata prigione di Evin a Tehran e poi in quella di Gohardasht a Karaj, sembra per aver aiutato il fratello ad evitare l’arresto.

Baymani inizialmente era stato condannato a morte il 6 Settembre 2000, ma la sua condanna è stata commutata all’ergastolo sei anni dopo.

Afshin Baymani ha già sofferto di attacchi cardiaci e la sua salute è precaria. Nel 2014 è stato uno dei prigionieri politici che hanno praticato lo sciopero della fame per esprimere la loro solidarietà alle donne di Isfahan, Iran centrale, che in quel periodo stavano subendo un’ondata di aggressioni con l’acido da parte di bande fondamentaliste organizzate legate al regime.

Ha iniziato di nuovo lo sciopero della fame a Dicembre 2015 per protestare contro il suo trasferimento nella sezione dei criminali comuni.