
“La Resistenza Iraniana ha condannato con forza il tentativo dell’Australia di fare un accordo con il regime iraniano per rimpatriare i richiedenti asilo”, ha riferito l’Australian Associated Press.
“Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha emesso un comunicato per sollecitare il governo australiano, la comunità internazionale e le organizzazioni per i diritti umani ad ‘impedire questo atto vergognoso’”, ha scritto l’AAP martedì. Questo appello è giunto proprio mentre il Ministro degli Esteri australiano Julie Bishop stava incontrando a Canberra il Ministro degli Esteri del regime iraniano Mohammad Javad Zarif.
Un tale accordo potrebbe garantire il ritorno di 9000 richiedenti asilo respinti, ma la Bishop ha detto che i colloqui si sono svolti solo a livello ufficiale, ma che non sono stati discussi tra i ministri.
“Questo è sicuramente un obbiettivo”, ha detto ai giornalisti lunedì.
Il CNRI ha espresso il suo “profondo sdegno” per il fatto che Canberra sia “collusa con il fascismo religioso al potere in Iran”, ha scritto l’AAP.
“Nel suo comunicato il CNRI ha chiesto all’Australia di “non calpestare il sacro diritto di asilo per guadagni economici irrisori e a breve termine”.
“Ha anche esortato la comunità internazionale, l’Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati e l’UE a ‘condannare questo trattamento subito dai rifugiati iraniani in Australia, che rappresenta una palese violazione dei patti e delle convenzioni internazionali’”.
“In un comunicato indirizzato all’AAP, il membro del Comitato Affari Esteri del CNRI, Ali Safavi, ha condannato Canberra per ‘aver steso il tappeto rosso’ a Zarif mentre opprime i richiedenti asilo ed ignora le violazioni dei diritti umani in Iran”.
L’AAP ha ancora citato il Dr. Safavi che ha detto: “Tutto questo è vergognoso e non fa altro che incoraggiare il regime di Tehran ad intensificare la repressione in patria e ad espandere la sua maligna interferenza nel resto del Medio Oriente”.
“Safavi ha detto che ci sono state 2300 esecuzioni durante la presidenza di Hassan Rouhani”.
“Il comunicato del CNRI dice che ‘il governo teocratico ha trasformato l’Iran in un carcere per tutto il popolo iraniano, ed in particolare per le donne”.
“Le aggressioni con l’acido, la fustigazione, la lapidazione, l’asportazione degli occhi, l’amputazione degli arti e tutti gli studenti, gli attivisti politici e civili, gli intellettuali, gli avvocati e gli artisti ammassati nelle sue prigioni medievali, sono solo una piccola parte delle attività infami del regime”.
