sabato, Dicembre 3, 2022
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40 prigionieri politici in Iran esortano l’ONU ad estendere il mandato del suo investigatore

Mentre il Consiglio dell’ONU sui Diritti Umani teneva la sua ultima sessione a Ginevra, circa 40 prigionieri politici iraniani hanno scritto al consiglio esortandolo ad estendere il mandato di Ahmed Shaheed, Inviato Speciale sulla situazione dei diritti umani in Iran.

I prigionieri politici dicono che il regime dei mullah non è riuscito ad ingannare o a corrompere Shaheed i cui rapporti, dicono, hanno avuto effetti tangibili nelle prigioni del regime.

Hanno aggiunto che i funzionari della magistratura del regime hanno offerto clemenza ai prigionieri politici se dichiarano che i rapporti di Shaheed sono falsi.

Ecco il testo della lettera dei prigionieri politici in Iran:

Tehran – Lettera dei prigionieri politici iraniani al Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani a sostegno di Ahmed Shaheed

Al Consiglio ONU per i Diritti Umani:

Ora che ci troviamo sul punto di dover scegliere, ancora una volta, l’Inviato Speciale sui diritti umani noi, prigionieri politici iraniani, esprimiamo la nostra opinione per aiutarvi nella vostra scelta, per quanto ci è possibile.

Dato che abbiamo passato molti anni in prigione, siamo naturalmente al conoscenza della situazione dei diritti umani in Iran più di chiunque altro. Seguiamo tutti i fatti e le notizie che riguardano i diritti umani non come difensori dei diritti umani o attivisti politico-sociali che operano nelle organizzazioni per i diritti umani, ma come persone la cui vita dipende da questo. Perciò, probabilmente, quello che possiamo comprendere e valutare sui diritti umani in Iran e l’Inviato Speciale potrebbe essere molto vicino alla realtà. Sebbene alcuni di noi non abbiano beneficiato direttamente dell’attività di questo Inviato, vi informiamo della nostra opinione in riferimento alle seguenti questioni.

1. Rispetto a tutti gli altri Inviati Speciali Ahmed Shaheed è stato uno dei più attivi e noi abbiamo visto chiaramente gli effetti che i suoi rapporti hanno avuto nelle prigioni.

2. Non ci sono state gravi violazioni dei diritti umani che, in qualche modo, non abbiano trovato spazio nei suoi rapporti.

3. Non c’è mai stato un Inviato Speciale così odiato dai colpevoli (del sistema giudiziario del regime) da essere come lui spesso insultato o citato in modo sprezzante durante la maggior parte dei procedimenti giudiziari e degli interrogatori.

4. Ci sono stati molti casi in cui i prigionieri sono stati citati in giudizio a causa dei suoi rapporti, ma nonostante gli insulti e le accuse, le questioni (sollevate in questi rapporti) sono state in qualche modo prese in considerazione. Ciò non sarebbe stato possibile senza i suoi rapporti

5. Abbiamo visto molti programmi televisivi attaccare Ahmed Shaheed, in cui lui e il Consiglio per i Diritti Umani sono oggetto di pesanti accuse che i prigionieri sanno essere false. In particolare tutti conoscono bene Mohammad Javad Larijani e le sue enormi falsità. Di solito viene intervistato in questi programmi che attaccano il Consiglio per i Diritti Umani ed Ahmed Shaheed.

6. Da questi programmi televisivi che accusano il Consiglio per i Diritti Umani, ed in particolare Ahmed Shaheed, abbiamo capito che egli è una persona che non sono riusciti ad ingannare o a corrompere.

7. Molte volte ci è stato detto di dichiarare che i suoi rapporti sono falsi e irreali, per poter essere graziati o per ricevere concessioni dalla magistratura.

Per tutte queste ragioni noi, prigionieri politici, alcuni dei quali hanno passato più di 10 anni in carcere, appoggiamo con fiducia Ahmed Shaheed e chiediamo al rispettabile Consiglio per i Diritti Umani di estendere il mandato della sua missione, rieleggendolo Inviato Speciale.

Nomi dei prigionieri politici:

Sono centinaia i detenuti politici e comuni, i prigionieri di coscienza e gli appartenenti a minoranze etniche o religiose che hanno espresso il loro appoggio, ma non ne possiamo rivelare i nomi per motivi di sicurezza.

 

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