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Iran – “La leader della resistenza in esilio Maryam Rajavi ha definito le elezioni una farsa”

FrontPage magazine in un articolo sul suo numero del 1° Marzo, intitolato “Le elezioni iraniane: i ‘riformisti’ non hanno vinto”, critica le affermazioni sulla vincita dei “moderati” alle recenti elezioni in Iran.

FrontPage magazine scrive: “Ci potrebbe essere una tendenza più ‘moderata’ dopo l’apparente strategia di ‘moderati’ e ‘riformisti’ di unire le forze per strappare seggi ai più dottrinari integralisti. Tuttavia, ciò non muoverà il parlamento verso nessuna vera direzione riformista. Gli stessi ‘moderati’ sono piuttosto conservatori ed hanno dimostrato pochissimo interesse da parte loro, per qualunque programma volto ai diritti umani. Né il presidente Rouhani, né i centristi ‘moderati’ che lo appoggiano, che occuperanno i seggi nell’Assemblea degli Esperti e nel parlamento, metteranno probabilmente in pericolo la loro posizione difendendo un programma ‘riformista’ troppo ambizioso. Al contrario le esecuzioni sono in realtà aumentate durante la presidenza ‘moderata’ di Rouhani. La situazione delle minoranze religiose, come i baha’i, i cristiani e musulmani sufi, resta ‘terribile’, secondo Robert P. George, Presidente della Commissione americana sulla Libertà Religiosa Internazionale. Più ‘moderati’ nell’immagine di Rouhani al parlamento o all’Assemblea degli Esperti, non cambieranno il pugno di ferro con cui il regime teocratico iraniano governa il suo popolo”.

L’articolo su FrontPage, riconosce l’ampio boicottaggio di queste cosiddette elezioni, da parte del popolo iraniano. Parla anche di ciò che è avvenuto sui social media il giorno delle elezioni e dopo, dicendo: “Non c’è bisogno di dire che gli iraniani in esilio non condividono l’entusiasmo del leader supremo. In alcuni tweets affermano che l’alto numero dei votanti, sbandierato dalla stampa di governo, è stato considerevolmente gonfiato. Affermano anche che molti di quelli che hanno votato, lo hanno fatto per evitare l’espulsione dalle scuole o dal lavoro. Molti giovani iraniani sembra abbiano boicottato le elezioni”.

La leader della resistenza in esilio, Maryam Rajavi, ha definito queste elezioni “una farsa”. E ha detto: “Queste cosiddette elezioni non intendevano eleggere i rappresentanti del popolo, ma sono state una competizione tra esponenti del regime, attuali e passati, colpevoli di torture ed esecuzioni”.

In ogni caso, a prescindere dai risultati delle elezioni, l’ayatollah Khamenei e i suoi alleati integralisti, come il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, continueranno a governare l’Iran come riterranno meglio.

“L’ayatollah Khamenei che, naturalmente, non è stato eletto dal popolo, ha l’ultima parola su tutte le più importanti decisioni di politica estera e interna. L’accordo sul nucleare non ci sarebbe stato, ad esempio, senza il suo consenso, che il leader supremo ha concesso solo dopo aver ottenuto molte concessioni dall’amministrazione Obama e dai suoi partners nel negoziato”, scrive FrontPage.

Parlando delle elezioni truccate, il giornale spiega: “Il risultato è stato efficacemente manipolato in anticipo  per preservare le basi del potere degli integralisti anche se avessero perso qualche seggio. Il Consiglio dei Guardiani iraniano, dominato dai conservatori, e formato per metà da teologi nominati dall’ayatollah Khamenei stesso, ha praticamente predeterminato la conclusione delle elezioni pre-selezionando innanzitutto gli eleggibili. Quasi la metà dei potenziali candidati inizialmente iscritti a partecipare, è stata esclusa dal Consiglio dei Guardiani. Meno del 10% di quelli a cui è stato concesso di correre per il parlamento erano donne. Solo agli uomini viene permesso di candidarsi per l’Assemblea degli Esperti”.

Quindi, in realtà, queste elezioni hanno rappresentato poco più che una dimostrazione di un’alta affluenza alle urne, per provare probabilmente un ampio sostegno popolare all’attuale sistema teocratico e per dare un’illusione di “democrazia”.

Per leggere l’articolo per intero 

http://www.frontpagemag.com/fpm/261999/iranian-elections-reformers-didnt-win-joseph-klein#disqus_thread