domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: Maryam Rajavi parla alla conferenza su “Il ruolo delle donne nella guerra contro il fondamentalismo” al Parlamento Europeo

Di seguito un estratto del discorso di Maryam Rajavi, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, alla conferenza dal titolo “Il ruolo delle donne nella guerra contro il fondamentalismo”, che si è tenuta il 2 Marzo 2016 al Parlamento Europeo, presieduta da Beatriz Becerra, membro del Comitato del Parlamento Europeo sui Diritti delle Donne e la Parità tra i sessi.

Maryam Rajavi:

L’estremismo praticato in nome dell’Islam è un’epidemia mortale che si propaga in tutto il mondo perché non è stata combattuta. Per sconfiggere quest’epidemia è fondamentale avere un approccio globale.

Sin dagli anni ’90 avevamo avvertito che il fondamentalismo era la nuova minaccia globale.

Oggi, sussistono gravi preoccupazioni per il Daesh, ma bisogna precisare che la sua espansione è il prodotto di due sviluppi nella regione:

1. L’occupazione dell’Iraq da parte del regime iraniano dopo la guerra del 2003  e la brutale repressione dei sunniti operata dal governo-fantoccio dei mullah in Iraq.

2. La repressione del popolo siriano e dei dissidenti da parte del governo di Bashar Assad, appoggiata e guidata dal regime dei mullahs.

Quindi, se non fosse stato per la dominazione del regime iraniano sull’Iraq e sulla Siria, se i sunniti non fossero stati oppressi in Iraq, se la dittatura di Bashar Assad non fosse esistita, il Daesh non sarebbe emerso come una minaccia.

Con l’inizio del potere dei mullah nel 1979, si è creato un modello pratico e concreto per tutti i gruppi fondamentalisti. La storia degli ultimi 37 anni dimostra che nessun altro fattore è stato tanto efficace quanto un governo al potere che agisce da modello per l’espansione dei gruppi fondamentalisti. Ed in particolare dato che i mullah hanno cercato attivamente di creare questi gruppi e di guidarli dal punto di vista ideologico.

I mullah hanno anche finanziato e fornito armi a questi gruppi. Hezbollah, in Libano, è stato creato e sostenuto dai mullah. Ansarallah, nello Yemen, è sostenuto dai mullah. Diversi altri gruppi di miliziani in Iraq sono legati alla forza Quds. I fondamentalisti africani ricevono armi dall’Iran.

Purtroppo il silenzio e l’accondiscendenza dimostrati dai governi occidentali verso il regime iraniano hanno incoraggiato altri gruppi fondamentalisti a seguire le orme dei mullah.

L’altra questione riguarda l’ideologia dei fondamentalisti. I fondamentalisti sunniti e sciiti condividono le stesse basi comuni, nonostante le differenze. Agiscono come rappresentanti dell’Islam ed applicano le loro leggi reazionarie della Sharia sulla gente. Mentre l’Islam è contro la costrizione.

La misoginia sta al cuore del loro pensiero. Ricorrono al terrorismo, al massacro dei prigionieri, alle uccisioni di massa di gente innocente, mentre gli insegnamenti dell’Islam sono contrari ad una tale condotta. I mullah, il Daesh e Boko Haram sono simili alla base delle loro convinzioni.

Il loro credo e la loro condotta sono simili e poggiano sugli stessi pilastri: la creazione di un regime tirannico o di un califfato islamico o del velayat-e faqih. Tutti i gruppi fondamentalisti condividono gli stessi principi:

– L’imposizione della religione con la forza mediante le leggi della Sharia

– L’esportazione del terrorismo

– Le ambizioni egemoniche al di là dei loro confini

– L’odio per l’Occidente e la misoginia

La questione è: come si può affrontare questo pericolo? Qual’è l’approccio giusto?

Una lotta decisiva e totale, che è l’esperienza del popolo iraniano e della Resistenza, è il giusto approccio. Perciò vorrei ricordare brevemente l’esperienza della Resistenza del popolo iraniano.

Innanzitutto la forza militare non è sufficiente per sconfiggere il fondamentalismo, c’è bisogno invece di un’alternativa culturale. In Iran la creazione di un movimento organizzato contrario al regime e che offre un’alternativa intellettuale e culturale, alla fine ha portato alla sconfitta sociale e ideologica del fondamentalismo.

Secondo, le donne hanno un ruolo centrale in questa battaglia. Lo status paritario delle donne e degli uomini, nonché la loro uguale e attiva partecipazione alla leadership politica, è una condizione essenziale. Questo movimento, guidato da donne, alla fine sconfiggerà l’estremismo e il fondamentalismo islamico.

Terzo, il successo di questa battaglia dipende anche dall’emancipazione degli uomini dalla cultura maschilista. Una migliore comprensione e l’accettazione volontaria della necessità della partecipazione delle donne alla leadership politica, è il colpo più grave all’ideologia della dominazione maschile.

Quarto, esiste una efficace antitesi all’estremismo in nome dell’Islam. E’ una interpretazione tollerante e democratica dell’Islam che porta il fondamentalismo ad uno stallo. Appoggiare questa alternativa è un elemento essenziale di questa lotta.

Quinto, l’epicentro del fondamentalismo, che ispira la misoginia, è il regime al potere in Iran. Per combattere il Daesh e sradicare l’estremismo in nome dell’Islam, l’occupazione della Siria, dell’Iraq e di altri posti da parte dei mullah iraniani deve finire.

Noi chiediamo ai governi occidentali, ed in particolare all’Europa, di non fare affari con aziende appartenenti all’IRGC e di evitare di fare concessioni ai mullah. Ciò alimenterebbe direttamente la macchina del genocidio in Siria e delle continue esecuzioni in Iran.

Smettete di ignorare l’oppressione delle donne e le violazioni dei diritti umani in Iran. Noi chiediamo alla comunità di rispettare invece la lotta del popolo iraniano per la libertà e la democrazia.

 

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