CNRI – “Alcune donne incinte che vivono nelle strade di Tehran sono costrette a vendere i loro bambini prima della nascita a causa della povertà e dell’indigenza in cui versano”, ha ammesso un esponente del regime dei mullah in Iran.
“La povertà in cui versano i senzatetto nei 13 quartieri del 12° Distretto della capitale iraniana ha raggiunto livelli insopportabili”, ha detto il Dr. Chit Chian, professore universitario e uno dei 30 membri del Gruppo di Lavoro sui Temi Sociali del Municipio di Tehran.
“Purtroppo in questi quartieri abbiamo assistito alla vendita di bambini”, ha detto. Aggiungendo di aver passato molte notti tra i senzatetto della capitale per avere un’immagine realistica della situazione.
“La situazione è talmente grave che i bambini vengono acquistati mentre sono ancora nel ventre della madre al prezzo corrente di 1,75 milioni di toman ($585)”, ha aggiunto il Dr. Chit Chian.
Questa scioccante ammissione è stata fatta durante l’ultima sessione mensile del Gruppo di Lavoro sui Temi Sociali del Municipio di Tehran.
Le sue affermazioni sono state pubblicate sabato dall’agenzia di stampa di stato Mehr. Anche altri quotidiani di stato hanno pubblicato queste dichiarazioni.
Farideh Karimi, membro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) con sede a Parigi, e attivista per i diritti umani, martedì ha detto che le sofferenze del popolo iraniano non hanno nulla a che fare con le sanzioni internazionali imposte al regime e tutto a che fare con le politiche del regime.
“E’ errato considerare questa solo come un’altra storia sfortunata riportata dai giornali. L’Iran detiene un decimo delle riserve mondiali di petrolio e possiede le seconde maggiori riserve di gas naturale del mondo. E’ altresì errato pensare che queste notizie inquietanti siano collegate alle sanzioni internazionali”, ha detto Farideh Karimi.
“Come hanno detto alcuni economisti, dal 2005 al 2008 i proventi dell’esportazione di petrolio iraniano ammontavano a 244 miliardi di dollari, eguagliando la somma dei 13 anni precedenti dal 1992 al 2004. Il che rappresenta quasi 500 miliardi di dollari in soli 17 anni. Questi enormi guadagni avrebbero potuto creare una serie di eccezionali circostante per l’Iran. Se questo denaro fosse stato speso adeguatamente, oggi non assisteremmo a certi fatti strazianti. Ma purtroppo, fatta eccezione per il denaro finito nelle tasche dei mullah e delle loro Guardie Rivoluzionarie, la gran parte dei proventi iraniani è stata spesa per esportare il terrorismo e il fondamentalismo nella regione e per il progetto del regime sulle armi nucleari”, ha detto.
“Anche se le sanzioni internazionali verranno rimosse, non assisteremo ad alcun miglioramento nelle vite degli iraniani comuni. Nessuna somma di denaro finirà nelle tasche del popolo iraniano, come non ci è mai finita prima dell’entrata in vigore delle sanzioni”.
Rivolgendosi sempre al Gruppo di Lavoro sui Temi Sociali a Tehran sabato, Reza Mahboubi, direttore dell’Ufficio Affari Sociali del Ministero degli Interni, ha precisato che in tutto l’Iran oltre 18 milioni di persone vivono in baraccopoli o da senzatetto nelle strade.
“Questi dati sono davvero preoccupanti. Non posso dichiarare qui molti dati in nostro possesso perché ci sono dei giornalisti presenti”, ha detto.
La settimana scorsa un alto esponente del regime ha ammesso che almeno 20.000 senzatetto iraniani vivono negli scatoloni di cartone nelle strade di Tehran, anche se il vero numero dei senzatetto presenti nella capitale iraniana si ritiene sia maggiore di diverse volte rispetto ai dati ufficiali.
“Il dieci per cento di coloro che dormono negli scatoloni soffrono di malattie contagiose ed un altro 10% è affetto da AIDS”, ha affermato l’agenzia di stampa di stato IRNA citando il portavoce dell’Organizzazione per i Servizi Sociali del Municipio di Tehran. Farzad Hoshyar Parsian ha aggiunto che questi problemi hanno “complicato” la situazione nella capitale iraniana.
Uno dei vice presidenti del governo di Hassan Rouhani ha detto il mese scorso che le donne costituiscono un terzo dei senzatetto che vivono nelle strade di Tehran.
“Le nostre ricerche indicano che ci sono 15.000 persone che dormono negli scatoloni di cartone nel paese, 5000 delle quali sono donne”, ha detto Shahindokht Mollavardi.
Il dato dei 20.000 senzatetto di Tehran fornito dal Municipio, da solo fa apparire irrisori i dati nazionali forniti da Mollavardi.
Il numero reale degli iraniani che vivono nelle strade è sostanzialmente più alto dei dati ufficiali.
L’anno scorso un vice-direttore dell’Organizzazione per i Servizi Sociali del Municipio di Tehran ha annunciato che l’età media delle donne senzatetto nella capitale iraniana è di 32 anni.
Il Capo del Comitato Sociale del Consiglio Comunale di Tehran, Fatemeh Daneshvar, a Giugno ha detto che il numero delle donne incinte e dei bambini che vivono nelle strade della città è in aumento.
Le donne senzatetto e i bambini di strada vivono in condizioni terribili, sopravvivendo nei palazzi abbandonati, nei containers, nelle automobili, nei parchi o persino nelle strade stesse.
I bambini di strada subiscono quotidianamente gravissimi traumi sociali e psicologici nelle strade.
Determinare il numero dei bambini di strada in Iran è praticamente impossibile. In un rapporto del 2005 del Dipartimento di Stato americano, per stessa ammissione del governo iraniano, furono contati 60.000 bambini di strada in Iran.
Molte organizzazioni per i diritti dei bambini sospettano che il numero sia notevolmente più alto e parlano di 200.000 o più. Di questi, circa il 55% sono figli di rifugiati afghani.
Il leader supremo del regime iraniano e la sua famiglia, hanno ammassato un enorme fortuna, ammontante a miliardi di dollari, nonostante il popolo iraniano, compresa la maggioranza della classe lavoratrice, viva nella povertà e nell’indigenza.
Gran parte delle ricchezze personali di Khamenei si trova nelle mani dei suoi figli e delle sue figlie e grosse somme si trovano nelle banche del Regno Unito, di Siria e Venezuela.
