I detenuti politici hanno esortato gli iraniani di tutto il mondo a prendere parte al raduno di Parigi per un cambio di regime a Tehran.
I detenuti politici delle prigioni di Gohardasht, Evin, Karaj e Ahvaz hanno chiesto a tutti i loro compatrioti di essere la loro voce e la voce di quelli uccisi dal regime iraniano.
La dichiarazione dice: “Purtroppo, per la negligenza dei paesi occidentali e degli Stati Uniti… per amore dell’accordo sul nucleare, le esecuzioni e gli arresti continuano ad aumentare ogni giorno e non colpiscono solo gli iraniani di ogni lingua, fede e religione ma, a causa di queste politiche deboli e accondiscendenti, questa tirannia sta diventando virale nella regione”.
“Praticamente non passa giorno che non venga versato il sangue di decine o centinaia di persone innocenti in Iraq e Siria…”.
“Finalmente i paesi di questa regione hanno formato una vasta coalizione e sono determinati a difendersi e a respingere questo mostro spietato”.
“Noi chiediamo a tutti i nostri coraggiosi compatrioti, che stanno lavorando incessantemente per riconquistare la libertà all’Iran, di essere la nostra voce, la voce di quelli che sono stati uccisi, come Reyhaneh Jabbari e Farinaz Khosravani, e di quelli che sono stati ridotti al silenzio per essere stati mandati al patibolo”.
Hanno esortato i partecipanti al meeting a “gridare forte al raduno del 13 Giugno a Parigi che porta la speranza di un Iran libero”.
