CNRI – La Resistenza Iraniana chiede all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e a tutti i difensori dei diritti umani di intraprendere un’azione urgente per salvare la vita del detenuto politico Ali Moezi.
Moezi è stato trasferito sabato 3 Gennaio dagli aguzzini del regime teocratico, dalla prigione di Ghezel Hessar ad una località sconosciuta.
Il 12 Ottobre 2014, gravemente malato, invece di essere portato in ospedale è stato trasferito in isolamento nella prigione di Evin a Tehran e sottoposto a torture per due mesi e solo poche settimane fa è stato riportato nella sezione 209 della prigione.
Nonostante la condanna a 5 anni di prigione per Ali Moezi stia per scadere, gli agenti del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza intendono ostacolare il suo rilascio creando nuove false accuse.
I suoi aguzzini hanno minacciato di condannarlo a morte o di aggiungergli altri 5 anni di prigione per il reato di propaganda contro il regime.
Le autorità hanno ripetutamente minacciato Moezi, che è il padre di due membri dell’opposizione iraniana attualmente a Camp Liberty in Iraq, dicendogli: “Alla fine morirai di una morte lenta in prigione e non uscirai vivo dal carcere”.
Ali Moezi, già detenuto politico negli anni ’80, soffre di varie malattie tra cui una grave malattia renale e un’ostruzione intestinale causata da anni di carcere e torture.
Nel 2009 è stato arrestato per aver fatto visita alle sue due figlie a Campo Ashraf e condannato a due anni di prigione, più tre anni di pena sospesa.
A Giugno 2011 è stato arrestato per la terza volta per aver partecipato al funerale di Mohsen Dokmehchi, membro dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) che fu torturato a morte dato che gli venne negato l’accesso alle cure mediche.
Ali Moezi ha sempre subito enormi pressioni, torture fisiche e psicologiche per il suo sostegno al PMOI.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
5 Gennaio 2015
