Sono ormai più di 140 giorni che le forze irachene stanno impedendo ai residenti di Camp Liberty di usare i loro muletti, costringendoli a trasportare carichi pesanti a mano o sulle spalle. Tutto questo ha provocato gravi problemi ortopedici e forti dolori alla schiena e agli arti superiori dei residenti. Nonostante i numerosi reclami e la corrispondenza quotidiana dei residenti, l’UNAMI non ha preso nessun provvedimento efficace a questo riguardo.
Durante il trasferimento dei residenti a Camp Liberty, il governo di Maliki ha impedito il trasferimento di decine di muletti di loro proprietà. A Novembre 2012, grazie ad un accordo trilaterale tra UNAMI, Governo dell’Iraq e residenti, sono stati trasferiti due muletti da Ashraf a Camp Liberty. Ma le forze irachene li hanno tenuti nei pressi del posto di polizia affermando che i residenti li possono prendere ogni giorno per riportarli dopo che hanno finito il lavoro. Sin dal principio, in violazione di questo accordo, gli agenti dell’intelligence iracheno hanno dato i muletti ai residenti solo per pochi giorni. Ma ora, per il quinto mese consecutivo, non glieli hanno concessi neanche una volta.
Inoltre, questa è la terza settimana consecutiva che le forze irachene vietano l’arrivo del carburante a Camp Liberty. Sin dal loro arrivo a Camp Liberty, i residenti hanno ordinato 400 litri di carburante ogni settimana per usarlo per i pochi veicoli che si trovano a Liberty e che vengono utilizzati soprattutto per i malati, i feriti e i disabili.
Privare i residenti dei loro muletti e dei veicoli non è altro che una tortura fisica e psicologica, una violazione dei patti internazionali, delle leggi umanitarie e sui diritti umani per i quali i responsabili devono essere processati e condannati.
In tutto questo l’intelligence dei mullah, terribilmente preoccupato della rabbia e dell’odio popolare e della condanna internazionale per crimini come le aggressioni con l’acido contro le donne e l’esecuzione di Reyhaneh Jabbari, nella sua catena di siti web ha minacciato che porterà a termine un altro attacco contro Camp Liberty. Un messaggio pubblicato da tutti questi siti web dice: “Invece di tentare di sfruttare le aggressioni con l’acido, il PMOI dovrebbe occuparsi di trovare un altro posto che non sia Liberty… Gli hezbollah iracheni e i figli della protesta di Shabania in quel paese, sarebbero felici di attaccare i Monafeqin (termine dispregiativo usato dal regime per definire il PMOI) a Camp Liberty, dopo aver messo fine ai tumulti del Takfiri ISIS”.
Visti gli impegni presi dal Governo U.S.A. e dalle Nazioni Unite riguardo alla sicurezza e al benessere dei residenti di Camp Liberty, la Resistenza Iraniana chiede un intervento immediato per porre fine a questo assedio criminale a Liberty e garantire ai residenti il libero accesso al carburante e ai muletti. Inoltre la Resistenza Iraniana chiede a tutti gli organismi internazionali in difesa dei diritti umani e dei diritti dei rifugiati, di partecipare ad una campagna mondiale per la revoca di questo assedio disumano.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
29 Ottobre 2014
