CNRI – Un altro gruppo di 9 prigionieri è stato impiccato lunedì in una prigione della città sud-orientale iraniana di Ahvaz, portando il numero delle esecuzioni delle ultime tre settimane a 79.
Le vittime, tutte accusate di traffico di droga, sono state identificate con le loro iniziali: L.B., M.T., A.A., H.K., A.Kh, M.J., A.Q., M.Q. e un altro M.Q.
Gli scagnozzi del regime iraniano hanno giustiziato un gruppo di 11 prigionieri, tra i quali anche una donna, nella prigione di Ghezal Hesar della città di Karaj, venerdì sera 9 Maggio.
Il trend in crescita delle esecuzioni nelle città di tutto l’Iran, dimostra il terrore del regime dei mullah per una protesta del popolo iraniano, costretto a subire una enorme pressione. Questo timore è stato espresso pubblicamente dai funzionari del regime e dalle notizie riportate dai media di stato.
Il quotidiano “Ebtekar” il 10 Maggio ha scritto: “Tutti parlano della bassa soglia di tolleranza della società e avvertono dei pericoli di un tale stato…. ciò che accade quotidianamente attorno a noi ci conferma questo pericolo…. qualunque mossa sbagliata in queste circostanze avrebbe lo stesso effetto di una scintilla in una polveriera”.
Dalle elezioni presidenziali-farsa dello scorso anno, grazie alle quali Hassan Rouhani ha assunto la sua carica, sono stati giustiziati più di 700 prigionieri.
