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Iraq: sepolti segretamente i corpi dei 52 esuli iraniani uccisi nel massacro di Ashraf del 1° settembre 2013. Si attivi la Corte Penale Internazionale

Comunicato Stampa

Roma/Baghdad, 14 febbraio 2014 – Il Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini per un Iran Libero ha appreso con sdegno della sepoltura segreta, ora confermata dal governo di Baghdad, dei 52 esuli iraniani uccisi dalle forze irachene ad Ashraf nel massacro del 1° settembre 2013.

Le autorità irachene, nonostante le numerose richieste dei familiari delle vittime e di organizzazioni internazionali, avevano sempre rifiutato di consegnare i corpi alle famiglie e hanno rifiutato di dare informazioni su quando e dove sia avvenuta la sepoltura. 

Il Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini per un Iran Libero condanna questo ennesimo atto contro l’umanità, che rientra nella spirale di violenza e disprezzo per il diritto internazionale umanitario da parte del governo al potere in Iraq con la protezione del regime iraniano, e ricorda la necessità di un’inchiesta internazionale indipendente sul massacro del 1° settembre. Occorrono il coinvolgimento del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’attivazione della Corte Penale Internazionale dell’Aja.

Secondo le autopsie effettuate a Baghdad l’8 e il 9 settembre, ma mai ufficialmente divulgate dal governo iracheno, la maggior parte delle 52 vittime furono uccise con colpi d’arma da fuoco alla testa e molte di loro avevano le mani legate dietro la schiena. La responsabilità delle autorità irachene nel massacro è stata denunciata da esperti dell’ONU, dal Parlamento Europeo, dal Congresso degli Stati Uniti e da numerose organizzazioni per i diritti umani, fra le quali Amnesty International.

Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini per un Iran Libero