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Iran: tre prigionieri impiccati nella prigione di Qazvin

Il regime iraniano ha impiccato tre prigionieri martedi (7 Gennaio 2014) nella prigione principale della città di Qazvin.

I tre prigionieri non sono stati identificati. I media di stato hanno riferito che erano detenuti per reati legati alla droga.

 

Dall’inizio dell’anno e fino al 31 Dicembre 2013, sono state registrate in Iran almeno 660 esecuzioni di prigionieri 430 dei quali giustiziati dopo le elezioni del 14 Giugno. 

E ciò nonostante le notizie di molte esecuzioni non fuoriescano mai dalle prigioni.

Venticinque dei prigionieri giustiziati erano donne.

L’esecuzione pubblica di due giovani di 20 e 30 anni per aver rubato l’equivalente di 35 euro; l’esecuzione di tre minori che avevano 12, 15 e 17 anni all’epoca del loro arresto; l’impiccagione di un ventottenne sanguinante per aver tentato poche ore prima il suicidio; l’impiccagione del corpo di un ragazzo di 23 anni a Zahedan, morto poche ore prima per un attacco cardiaco; l’impiccagione di Geitei Marami, una donna di 34 anni, con il corpo sanguinante per le 100 frustate ricevute prima della sua esecuzione; la riconferma dell’esecuzione di un prigioniero impiccato e ritrovato ancora vivo nella camera mortuaria, sono solo una minima parte del curriculum criminale del regime dei mullah nel 2013.

L’11 Dicembre il capo della magistratura dei mullah, Sadeq Larijani, ha definito i rapporti degli organismi internazionali sull’aggravarsi delle condizioni dei diritti umani in Iran “falsi e influenzati da pregiudizi” ed ha detto: “Opporsi alla pena di morte è opporsi ai dettami dell’Islam”.