Maryam Rajavi: La 52° risoluzione sottolinea la necessità di deferire il dossier dei mullah al Consiglio di sicurezza dell’Onu

CNRI, 16 dicembre -Oggi l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato una risoluzione che condanna le violazioni continue dei diritti dell’uomo in Iran. Il testo condanna fermamente l’impiego continuo della tortura e dei trattamenti crudeli, inumani, le esecuzioni in pubblico e, su una più grande scala, le altre esecuzioni.
Deplora in particolare l’esecuzione di persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato, continue violazioni della libertà di manifestazione, d’opinione e d’espressione, le violazioni dei diritti delle donne e delle minoranze etniche e religiose.
La risoluzione è stata approvata nonostante il regime abbia usato tutte le sue risorse diplomatiche e abbia usufruito delll’assistenza di molti stati accusati della violazione dei diritti dell’uomo.
Maryam Rajavi presidente della repubblica eletta dal CNRI, ha indirizzato le sue congratulazioni al popolo iraniano per l’adozione di questa risoluzione. Ha aggiunto che questo testo accenna soltanto ad una piccola parte dei crimini commessi dal regime dei mullah contro la popolazione iraniana. Tuttavia ciò dimostra che la Comunità internazionale riconosce l’incremento senza precedenti della violazione dei diritti dell’uomo in Iran. La risoluzione prende atto del grave fallimento del cosiddetto dialogo sui diritti dell’uomo con il regime teocratico e sottolinea la necessità di deferire il dossier di queste atrocità al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
La Sig.ra Rajavi sottolinea che la resistenza iraniana ha messo l’accento fin dall’arrivo di Mahmoud Ahmadinejad, sul fatto che questo regime avrebbe intensificato la repressione del popolo iraniano e avrebbe dichiarato la guerra alla Comunità internazionale proseguendo l’esportazione del terrorismo e dell’integralismo compreso la sua corsa all’arma atomica. Rajavi in conclusione ha ribadito che il coinvolgimento del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è più necessaria che mai.
La risoluzione condanna la prosecuzione della tortura e dei trattamenti crudeli, inumani e che deteriorano, o le punizioni come la frusta e l’amputazioni; il reiteramento delle esecuzioni pubbliche e non in assenza di garanzie riconosciute su un piano internazionale e, deplorando l’esecuzione di persone risultate minorenni al momento del reato.
L’assemblea generale ha anche condannato la non conformità con le norme internazionali della giustizia ed in particolare l’assenza di processi equi, il rifiuto di fare udienze pubbliche ed eque, il rifiuto del diritto alla difesa e ad un avvocato, l’impiego delle leggi di sicurezza interna per negare i diritti dell’uomo, la molestia, l’intimidazione e la persecuzione degli avvocati della difesa, l’assenza di rispetto per le garanzie al livello internazionale riconosciute per quanto riguarda le persone che appartengono alle minoranze religiose o etniche, detenzioni arbitrarie, e le violazioni dei diritti dei prigionieri, compreso l’utilizzo sistematico ed arbitrario delle celle di isolamento.
Condanna anche la discriminazione continua, e le violazioni dei diritti dell’uomo contro le minoranze etniche e religiose, tra cui Arabi, kurdi, Belucci, cristiani, ebrei, sanniti e bahai. La risoluzione chiede all’assemblea generale di proseguire l’esame della situazione dei diritti dell’uomo in Iran anche nella sessione dell’anno prossimo..
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
16 dicembre 2005