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Rifugiati iraniani ostaggi in Iraq, Lettera degli eurodeputati S&D a Catherine Ashton

Area dem, 12 Settembre 2013

Sette rifugiati sopravvissuti al massacro di Ashraf trattenuti dalle milizie irachene al confine con l’Iran per essere estradati e condannati a morte. Gli eurodeputati Silvia Costa, Patrizia Toia, Sergio Cofferati, Stephen Hughes e Glenis Willmott scrivono all’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza.

“Siamo estremamente preoccupati per la sorte dei sette ostaggi , tra cui sei donne, che sono stati rapiti dalle milizie irachene durante il raid nel campo di Ashraf in Iraq il 1 ° settembre. Durante questo attacco feroce, 52 inermi rifugiati iraniani appartenenti alla PMOI sono stati massacrati. Molti di loro sono stati ammanettati e poi colpiti con un colpo di grazia alla testa. Si tratta di un crimine contro l’umanità dettato da ordini delle autorità irachene, influenzati da Teheran”.

Così scrivono stamattina gli eurodeputati S&D Silvia Costa, Patrizia Toia, Sergio Cofferati, Stephen Hughes e Glenis Willmott in una lettera inviata all’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Catherine Ashton.

“Abbiamo saputo che i sette ostaggi, sei donne e un uomo, sono stati trasferiti con un elicottero al confine, nella città irachena di Al-Amareh, per essere poi estradati in Iran dove sarebbero torturati e condannati a morte”.

“Invitiamo l’Alto Rappresentante Ashton a fare pressione sull’Iraq per la loro liberazione e il rientro ad Ashraf, e chiediamo all’ONU di intervenire con i caschi blu a Camp Liberty per prevenire nuovi attacchi contro i rifugiati iraniani”

“Le Nazioni Unite – si legge infine nel documento – devono avviare un’indagine separata per individuare e punire i responsabili di questo massacro”.