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L’opposizione Iraniana non vede speranza di cambiamento

PARIGI, 3 Agosto 2013 (AFP) – Hassan Rouhani è stato un membro-chiave del regime per anni e le speranze che le politiche dell’Iran siano più moderate durante la sua presidenza sono vane, ha detto sabato il principale gruppo di opposizione in esilio. Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) con sede a Parigi, un gruppo laico ampiamente considerato come il più potente gruppo anti-regime, non vede motivo di esultare per la nomina di Rouhani.

“Parlare di un presidente moderato nel fascismo religioso che governa l’Iran, dove il potere e tutte le istituzioni chiave sono controllate dal leader supremo, non è altro che un inganno,” ha detto in un discorso la leader del CNRI Maryam Rajavi.

Rouhani viene visto come un personaggio più moderato rispetto al suo predecessore Mahmoud Ahmadinejad, ma molto del potere politico in Iran resta al leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei.

“Negli ultimi tre decenni, Rouhani è stato un membro e una figura-chiave delle forze armate del regime e del sistema di sicurezza ed intelligence,” ha detto Maryam Rajavi.

“Il regime iraniano cercherà ancora una volta di ingannare la comunità internazionale con la scusa di un nuovo presidente per guadagnare altro tempo per i suoi pericolosi progetti,” ha detto.

Maryam Rajavi ha citato il programma nucleare iraniano, l’appoggio al presidente siriano Bashar al-Assad e l’influenza nella vicina Siria.

Nel suo discorso inaugurale, Rouhani ha detto che le priorità del governo saranno “salvare l’economia dell’Iran e (stabilire) impegni costruttivi con il mondo.”