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La pretesa del consigliere politico di al-Maliki di negare uno status legale ai residenti di Ashraf equivale a un’uscita dal Memorandum d’Intesa (MOU)

da parte dell’Iraq e prepara il terreno per la repressione e il massacro dei membri dell’opposizione iraniana

• Vergognosa collaborazione con il fascismo religioso al potere in Iran e chiara violazione di leggi irachene, Convenzioni di Ginevra, MOU, lettere del Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU (SRSG), dichiarazioni dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e sentenze di tribunali in Iraq, Europa e Stati Uniti.

• Bakoos: L’OMPI/MEK è l’opposizione iraniana che è designata dagli Stati Uniti come un’organizzazione terroristica e gli Stati Uniti l’hanno considerata un’organizzazione terroristica dal 1997.
• La Resistenza Iraniana sollecita immediate prese di posizione publiche da parte del Segretario di Stato degli Stati Uniti, del Segretario Generale dell’ONU, dell’Alto Commissario per i Rifugiati e dell’SRSG.

George Yakub Bakoos, incaricato del Comitato per la soppressione di Ashraf, presentato dalla televisione governativa irachena il 27 giugno come consigliere politico del Primo Ministro Nouri al-Maliki, ha negato qualsiasi status legale per i residenti dei campi Ashraf e Liberty in Iraq, nel corso di una conferenza-stampa a Baghdad quello stesso giorno. Secondo un dispaccio dell’agenzia d’informazione Fars, affiliata all’IRGC (Corpo della Guardia Rivoluzionaria Iraniana) il 27 giugno, ripreso dall’Agenzia France Press, Bakoos ha detto: “La presenza dei Mujahedin-e Khalq in Iraq era illegale e illegittima dall’inizio. C’è un’idea sbagliata fra alcuni partiti occidentali e anche gruppi in Iraq che pensano che essi godano di asilo politico in Iraq. Ma in realtà essi non hanno legittimazione in Iraq… La ragione di questo è che l’UNHCR ha ammesso allo status di rifugiato finora solo 261 di loro su circa 2.000 che sono stati trasferiti da Ashraf a Camp Liberty presso Baghdad.”
Bakoos, riferendosi alla designazione dell’OMPI come organizzazione terroristica straniera da parte del Dipartimento di Stato americano nel 1997, al provvedimento di ratifica numero 117 del Consiglio Ministeriale di al-Maliki del 13 aprile 2011 (5 giorni dopo il massacro dell’8 aprile) e ai mandati di arresto prefabbricati per cento membri dell’OMPI, ha detto che queste decisioni saranno eseguite dal governo dell’Iraq al momento appropriato e dopo che l’UNHCR avrà finito il proprio lavoro. Egli ha anche osservato ambiguamente che l’Iraq ha soddisfatto il massimo possibile di necessità umanitarie a Camp Liberty.
1 – La pretesa di Bakoos che i residenti dei campi Ashraf e Liberty non abbiano alcuno status legale e che la loro presenza in Iraq sia illegale è decisamente una menzogna fabbricata dal regime dei mullah e dal suo governo fantoccio installato in Iraq per reprimere e massacrare l’opposizione iraniana. I residenti di Ashraf e Liberty sono tutti entrati in Iraq legalmente dagli anni 1980 e il loro soggiorno in Iraq è stato in conformità conle leggi irachene che riconoscevano loro il diritto d’asilo (articolo 34 della Costituzione provvisoria del 1970, paragrafo ‘B’ dell’articolo 12 del decreto sulla residenza degli stranieri numero 118 del 1978, paragrafo 5 del secondo articolo del decreto numero 210 ratificato il 5 dicembre 2000 e approvato il gennaio 2002).  Il loro diritto di residenza e d’asilo è stato esaminato e confermato in 45 opinioni legali e 5 rapporti internazionali da parte di esperti giuristi internazionali e iracheni e anche dall’International Lawyers Union, dalla UK Bar Association, dall’International Committee of Lawyers in Defense of Ashraf e dal comitato internazionale ‘In Search of Justice’.
2 – Le forze multinazionali e il governo degli Stati Uniti hanno ammesso lo status dei residenti di Ashraf come ‘Persone protette’ ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra dal 2004 e gli Stati Uniti, secondo un accordo sottoscritto dai loro rappresentanti con tutti e ciascuno dei residenti di Ashraf, hanno accettato la responsabilità di proteggerli in cambio del loro disarmo. 
3 – Il Parlamento Europeo, in due separate dichiarazioni il 24 aprile 2009 e il 25 novembre 2010, ha riconosciuto che i residenti di Ashraf continuano ad essere protetti dalla Quarta Convenzione di Ginevra.
4 – L’organizzazione International Lawyers ha dichiarato che, poiché la presente situazione di Ashraf deriva dalla guerra e dall’occupazione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti, protezioni e diritti stabiliti dalla Quarta Convenzione di Ginevra vi persistono.
Il professor Geoffrey Robertson, consigliere reale, un avvocato di grande reputazione del Regno Unito, ha affermato nella Giornata Internazionale dei Diritti Umani (10 dicembre) del 2011 che lo status legale protetto dei residenti di Ashraf permane finché essi ne hanno la necessità. Il professor Robertson ha detto: “Una volta che una persona è definita e registrata come protetta ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, fino a quando questo permane? Fino a quando sussiste la necessità di protezione. Ed essi hanno bisogno di protezione oggi”.
5 – Tribunali iracheni, direttamente e indirettamente, hanno ripetutamente confermato com sentenze lo status legale dell’OMPI e dei suoi membri in Iraq:
• sentenza della Corte di Karadeh a Baghdad datata 19 giugno 2005 sul caso numero 1673 (B/2004) firmata dal giudice Fattah Kamel;
• sentenza della Corte di Karadeh presieduta dal giudice Saad Al-Jabouri datata 14 agosto 2005 che evidenziava: “L’OMPI è un organizzazione costituita come persona giuridica ed è finanziariamente indipendente”;
• sentenza della Corte d’Appello Rassafeh di Baghdad (presieduta dal giudice Suleiman Abollah) datata 17 ottobre 2006 che sottolineava la personalità giuridica dell’OMPI.
6 – Nel luglio 2009, 26 residenti di Ashraf furono presi in ostaggio durante l’infame attacco al campo. Il governo di al-Maliki intendeva perseguirli come residenti illegalmente in Iraq; ma il giudice della provincia di Khalis, nella sua sentenza del 28 settembre 2009 sui 26 residenti, stabilì: “La corte crede che la presenza degli imputati nel Paese sia derivata dalla presenza dell’OMPI che è rimasta in Iraq in conformità con risoluzioni e accordi attuali. Così non sussistono atti criminali che i convenuti avrebbero commesso, e ho deciso di concludere le indagini sugli imputati e rilasciarli immediatamente”.
7 – La Corte Nazionale Spagnola, in sentenze del 2010 e del 2011, ha sottolineato lo status dei residenti di Ashraf come ‘Persone protette’ ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra, e ha iniziato indagini su numerosi ufficiali iracheni per crimini contro la comunità internazionale. La corte ha evidenziato che anche Nouri al-Maliki sarà convocato quando avrà terminato il mandato come Primo Ministro e sarà cessata la sua immunità politica. La sentenza stabilisce anche che la presenza dell’OMPI in Iraq è sempre stata legale dall’inizio e con uno status extra territoriale.
8 – Martin Kobler, l’Inviato Speciale del Segretario Generale dell’ONU in Iraq, ha confermato i diritti dei residenti di Camp Ashraf seondo il diritto internazionale umanitario durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 6 dicembre 2011. Egli ha affermato: “Qualsiasi soluzione praticabile deve essere accettabile sia per il governo dell’Iraq che per i residenti di Camp Ashraf. La soluzione deve rispettare il governo iracheno da una parte e il diritto internazionale umanitario, i diritti umani e il diritto dei rifugiati dall’altra”.
9 – Nella sua lettera del 28 dicembre 2011 ai residenti di Ashraf, il signor Kobler, secondo un Memorandum d’Intesa (MOU) firmato da lui e dal Consigliere per la Sicurezza di al-Maliki, Faleh Fayaz, scrisse: “Come richiedenti asilo, sarete eligibili secondo il diritto internazionale a beneficiare di essenziali protezione e benessere”.
10 – Nelle sue dichiarazioni rilasciate il 13 settembre 2011 e il 1° febbraio e il 1° marzo 2012, l’UNHCR ha descritto lo status dei residenti nei campi Liberty e Ashraf come quello di “richiedenti asilo secondo il diritto internazionale” e “persone di interesse” e ha affermato: “Essi devono poter beneficiare di protezione essenziale della loro sicurezza e del loro benessere”.           
11 – I mandati d’arresto prefabbricati dei quali George Bakoos fa menzione sono stati tutti perpetrati dal regime dei mullah e tutti i nomi sono stati forniti al governo dell’Iraq dall’ambasciatore iraniano a Baghdad, Hussein Danaifar, che è un membro dell’IRGC. L’emissione dei mandati è stata così non professionale e frettolosa che essi non contengono nemmeno il nome e la firma del giudice che li avrebbe emessi. Tali mandati includono i nomi di alcuni deceduti come Ebrahim Zakery che morì a Parigi nel 2003 e Sohrab Hamidi che morì nel 1991 difendendo Ashraf. Vi sono anche i nomi di alcuni membri della Resistenza Iraniana che vivono in Europa, negli Stati Uniti o in Iran e di persone che non sono mai state con l’OMPI o con l’Esercito di Liberazione.
12 – Le minacce del consigliere di al-Maliki circa un ritorno dei terreni di Ashraf a contadini e finti proprietari originari, e l’arresto e la punizione di membri dell’opposizione iraniana sotto il pretesto di “restituire il diritto ai proprietari” secondo finti casi giudiziari e sentenze, provengono dallo stesso scenario che ha condotto ai massacri nel 2009 e nel 2011. Questo è in palese violazione delle garanzie fornite dal “Memorandum d’Intesa tra il governo della Repubblica dell’Iraq e le Nazioni Unite” firmato il 25 dicembre 2011. E’ stabilito chiaramente nel Memorandum: “La sicurezza di quanti saranno alloggiati nei luoghi di transito e del personale delle Nazioni Unite in servizio in tali luoghi o nei loro pressi dovrà essere garantita attraverso agenti addestrati a questo scopo con l’assistenza delle Nazioni Unite” (Third/A/2).
A tale proposito, il signor Kobler nella sua lettera del 28 dicembre ai residenti di Ashraf aveva stipulato: “Dall’arrivo dei residenti a Camp Liberty, le Nazioni Unite condurranno un monitoraggio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 al Campo fino a quando l’ultimo dei residenti lascerà l’Iraq”.
13 – Il Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU ancora una volta nella sua lettera del 15 febbraio ha confermato: “Il governo dell’Iraq garantirà la vita e la sicurezza dei residenti a Camp Liberty fino al loro trasferimento in Paesi terzi”.
14 – La pretesa assurda del consigliere politico di al-Maliki che il governo dell’Iraq rispetti i più elevati standard dei diritti umani a Camp Liberty non inganna alcuno. I rapporti quotidiani da Ashraf e Liberty e la morte di tre dei residenti nelle ultime due settimane come diretta conseguenza dei criminali blocchi medici mostrano la realtà. Questa condizione inumana è in palese violazione del Memorandum d’Intesa che stabiliva: “I luoghi di transito soddisfano gli standard umanitari e dei diritti umani” (Third/A/1).
La criminale pretesa del consigliere politico di al-Maliki equivale de facto all’abbandono del Memorandum d’Intesa da parte del governo dell’Iraq e prepara il terreno per il massacro e la crescente repressione dei membri dell’opposizione iraniana, basandosi sulla lista statunitense delle ‘organizzazioni terroristiche’. Il trasferimento di due terzi dei residenti di Ashraf alla prigione Liberty non ha cambiato nulla. Questo mostra vividamente che il progetto ‘luogo di transito provvisorio’ è fallito e che il servizio reso al fascismo religioso al potere in Iran sta continuando senza scrupoli, in diretta violazione delle leggi irachene, delle Convenzioni di Ginevra, del Memorandum d’Intesa, delle lettere del Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU, delle dichiarazioni dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e delle sentenze di tribunali in Iraq, Europa e Stati Uniti. La Resistenza Iraniana sollecita immediate prese di posizione publiche in proposito da parte del Segretario di Stato degli Stati Uniti, del Segretario Generale dell’ONU, dell’Alto Commissario per i Rifugiati e del Rappresentante Speciale del Segretario Generale.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
29 giugno 2012