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Giorno 300 del sit-in davanti al Dipartimento di Stato USA: appello iraniano-americano al Segretario Clinton, affinché rimuova i Mojahedin del Popolo dalla lista e protegga i residenti di Ashraf

WASHINGTON,  26 gennaio  2012 /PRNewswire-USNewswire/ —   Venerdì 27 gennaio 2012  ricorre il  giorno 300 del  sit- in delle famiglie e sostenitori dei residenti del campo di Ashraf davanti a Dipartimento di Stato. I partecipanti chiedono al Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton di revocare l’ ingiustificata  definizione dei MEK, come condizione necessaria per la sicurezza e protezione dei residenti del Campo di Ashraf, in base ai fatti e alla  legge. 3,400 membri della principale opposizione, i Mujahedin-e Khalq (PMOI/MEK) e le loro famiglie risiedono nel Campo di Ashraf.  A settembre 2011, essi sono stati formalmente riconosciuti come “richiedenti asilo” dalle Nazioni Unite.
In seguito al massacro avvenuto al Camp Ashraf nell’ aprile 2011 per mano delle forze armate irachene, il Repubblicano Brad Sherman (D-CA), Membro di alto grado del Sottocomitato sul Terrorismo, la non proliferazione ed il Commercio, ha rivelato che: ” Nel corso di conversazioni private, l’ufficio dell’ ambasciatore iracheno ha detto che il sangue non scorre tra le mani del governo iracheno, ma scorre almeno in parte sulle mani del Dipartimento di Stato, perché i MEK vengono catalogati come un gruppo terrorista, e di conseguenza l’Iraq non si considera tenuto a rispettare i diritti umani di quelli all’interno del campo.”
Il H. RES 60, che comprende un centinaio di sponsor di entrambi i partiti, ribadisce che ” la designazione del FTO riguardo ai MEK è stata usata sia dall’ Iran che dal governo di Nuri al-Maliki in Iraq, per attaccare i membri dei MEK nel Campo di Ashraf, e per imporre su di loro restrizioni disumane, il che ha portato a perdite di vite umane.”
Nel frattempo, funzionari all’ ufficio dell’ Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite,  hanno informato i loro membri del Congresso che la definizione dei MEK da parte del FTO, ha ostacolato gli sforzi dell’ Agenzia delle Nazioni Unite di trovare un rifugio sicuro per i residenti del Camp Ashraf fuori dall’ Iraq.
Mentre il governo iracheno continua a violare il suo accordo con le Nazioni Unite per una soluzione pacifica alla crisi umanitaria del Campo di Ashraf, il tempo per  trasferire  i residenti in altri paesi sta per scadere.
La rimozione immediata del MEK dalla lista da parte del FTO favorirebbe gli sforzi degli Stati Uniti di adempiere in pieno alle proprie responsabilità morali e legali per assicurare la sicurezza dei residenti di Ashraf. Rimuoverebbe inoltre anche un grande ostacolo al trasferimento dei residenti verso altri paesi.
Comitato degli Stati Uniti per i Residenti del Capo di Ashraf