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“La neutralità è complicità”: la deputata italiana Naike Gruppioni sostiene Maryam Rajavi come alternativa laica credibile

« La neutralité, c’est la complicité » : la députée italienne Naike Gruppioni soutient Maryam Rajavi comme alternative laïque crédible

PARIGI — 20 giugno 2026 — La parlamentare italiana Naike Gruppioni ha espresso un forte sostegno alla Resistenza iraniana al Vertice mondiale “Free Iran 2026”, dichiarando che la comunità internazionale deve porre fine alla sua era di ambiguità diplomatica. Riguardo all’improvviso divieto della marcia di solidarietà prevista a Parigi, Gruppioni ha insistito sul fatto che “nessun divieto può fermare un popolo che ha deciso di insorgere”, aggiungendo che la libertà troverà sempre una via da seguire.
Gruppioni ha dedicato una parte significativa del suo discorso al ruolo cruciale delle donne nell’opposizione, elogiandole per avere trasformato la discriminazione sistematica in una straordinaria battaglia per la dignità umana universale. Ha attribuito direttamente le continue instabilità regionali e le tragedie all’interno dell’Iran al regime clericale, affermando con fermezza che la teocrazia non rappresenta i giovani, le donne o il futuro dell’Iran.
Evidenziando il ruolo strategico del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI), la parlamentare italiana ha riconosciuto la presidente-eletta del CNRI, Maryam Rajavi, come il punto di riferimento più autorevole per l’opposizione democratica. Gruppioni ha descritto il programma della Rajavi come l’alternativa laica più credibile all’attuale dittatura. Preannunciando azioni politiche concrete all’interno delle istituzioni italiane ed europee, Gruppioni si è impegnata a promuovere sanzioni più severe, a chiedere la liberazione dei prigionieri politici e a sostenere il progetto democratico del CNRI.

Di seguito il testo del discorso di Naike Gruppioni

Signora Presidente Rajavi,
care amiche e cari amici di Ashraf 3,
oggi prendo la parola con profondo rispetto e con il senso di responsabilità che impone questo momento storico.
Sono qui per affermare una verità semplice: il desiderio di libertà del popolo iraniano è più forte della paura che il regime cerca di imporre.
La causa della libertà in Iran non è una questione lontana.
È una causa universale.
È la battaglia di tutti coloro che credono nella dignità umana, nella democrazia e nei diritti fondamentali.
Per questo rivolgo il mio saluto alle donne e agli uomini della Resistenza iraniana e a tutti coloro che, dentro e fuori dall’Iran, continuano a lottare per un futuro democratico.
Anche quando una manifestazione viene impedita, la libertà trova sempre un’altra strada.
Nessun divieto può fermare un popolo che ha deciso di rialzarsi.
Nessuna repressione può cancellare la speranza.

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Sarà il popolo iraniano a scrivere il futuro dell’Iran e a porre fine alla dittatura religiosa degli ayatollah.
Nessun popolo desidera la guerra.
E il popolo iraniano meno di ogni altro.
Questa tragedia ha un responsabile preciso: il regime teocratico degli ayatollah.
Un regime che reprime le donne, perseguita i dissidenti, imprigiona gli oppositori e continua a utilizzare la pena di morte come strumento di potere.
Un regime che non rappresenta l’Iran.
Non rappresenta la sua storia.
Non rappresenta la sua gioventù.
Non rappresenta le sue donne.
Non rappresenta il suo futuro.
L’Iran vero è quello delle donne coraggiose che sfidano l’oppressione.
È quello dei giovani che chiedono libertà.
È quello di chi continua a resistere nonostante tutto.
Per questo guardiamo con rispetto alla Resistenza iraniana e a quanti mantengono viva la speranza di un cambiamento democratico.
Un tributo speciale va alle donne iraniane.
Avete trasformato il dolore in forza, la paura in coraggio e la discriminazione in una straordinaria battaglia di libertà.
La vostra lotta riguarda tutti noi.
Perché quando una donna viene privata della propria libertà, viene colpita la libertà di tutte le donne del mondo.
E oggi desidero rendere un omaggio particolare a Maryam Rajavi.
In questi anni difficili ha dimostrato coraggio, determinazione e una straordinaria visione politica.
Quando molti sceglievano il silenzio, lei ha continuato a dare voce a chi non aveva voce.
Quando il regime cercava di spegnere ogni speranza, lei ha continuato a indicare una strada possibile verso la libertà.
Oggi Maryam Rajavi rappresenta il più autorevole punto di riferimento dell’opposizione democratica iraniana e l’espressione più credibile di un’alternativa libera, democratica e laica alla dittatura degli ayatollah.
La sua leadership ha dimostrato che il futuro dell’Iran non appartiene alla repressione, ma alla democrazia.
Non appartiene alla paura, ma alla libertà.
Non appartiene al fanatismo, ma alla sovranità del popolo iraniano.

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Il suo Piano in Dieci Punti è una piattaforma concreta per costruire un Iran fondato sulla separazione tra religione e Stato, sull’uguaglianza tra donne e uomini, sull’abolizione della pena di morte e sul pieno rispetto dei diritti umani.
Per questo considero il suo impegno un patrimonio politico e morale per tutti coloro che credono nella libertà dell’Iran.
E per questo continuerò a sostenerne l’azione e a promuoverne la visione nelle sedi istituzionali italiane ed europee.
La comunità internazionale deve ascoltare questa voce.
Perché il tempo delle ambiguità è finito.
Non può esserci neutralità tra chi opprime e chi lotta per la libertà.
Non può esserci silenzio davanti alle esecuzioni.
Non può esserci indifferenza davanti alla repressione.
Come parlamentare italiana assumo oggi un impegno politico preciso.
Continuerò a denunciare il regime degli ayatollah in ogni sede istituzionale nazionale e internazionale.
Continuerò a chiedere sanzioni contro i responsabili delle violazioni dei diritti umani.
Continuerò a chiedere la liberazione dei prigionieri politici e la cessazione immediata delle esecuzioni.
Continuerò a sostenere il diritto del popolo iraniano a scegliere liberamente il proprio futuro.
Continuerò a sostenere l’azione politica della Presidente Rajavi e il progetto democratico che rappresenta.
E continuerò a portare nelle istituzioni italiane ed europee la voce della Resistenza iraniana.
Perché la neutralità davanti all’ingiustizia è complicità.

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Amiche e amici,
nessuna dittatura è eterna.
Ogni regime fondato sulla paura è destinato a cadere.
Quel giorno arriverà anche per l’Iran.
E quando arriverà, il mondo dovrà poter dire di essere stato dalla parte giusta della storia.
Io ho scelto da che parte stare.
Dalla parte della libertà.
Dalla parte del popolo iraniano.
Dalla parte delle donne che si ribellano all’oppressione.
Dalla parte di Maryam Rajavi e di tutti coloro che lavorano per un Iran democratico, libero e sovrano.
Viva la Resistenza iraniana.
Viva un Iran libero, democratico e sovrano.
Viva la libertà.
Grazie.