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Parlamento del Regno Unito: 560 deputati chiedono un’azione decisa contro l’Iran e sostengono il CNRI

British Parliament by Rennett Stowe, CC BY 2.0 via Wikimedia Commons. Modified to include the cover of a book featuring signatures of UK parliamentarians supporting the NCRI

Parlamento britannico di Rennett Stowe, CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons . Modificato per includere la copertina di un libro con le firme dei parlamentari britannici a sostegno del CNRI

Un significativo gruppo interpartitico di 560 parlamentari britannici, sia della Camera dei Comuni che della Camera dei Lord, ha rilasciato una forte dichiarazione che esprime profonda preoccupazione per l’aggravarsi della crisi dei diritti umani in Iran e chiede il riconoscimento internazionale del diritto del popolo iraniano a un cambio di regime. La dichiarazione, datata febbraio 2025, è stata firmata finora da 230 membri della Camera dei Comuni e 330 membri della Camera dei Lord, e afferma il forte sostegno alla piattaforma democratica della Resistenza iraniana come via verso un Iran libero e democratico.

La dichiarazione evidenzia una situazione profondamente preoccupante dei diritti umani in Iran, con almeno 1.000 esecuzioni effettuate dal regime iraniano nel 2024, tra cui 34 di donne. La “Legge sull’Hijab e la Castità” è condannata come strumento concepito non solo per imporre l’obbligo dell’hijab, ma anche per imporre un controllo di polizia completo sulla società. Questa politica oppressiva è in netto contrasto con il programma dell’opposizione democratica, che si batte per “No all’hijab obbligatorio, no alla religione obbligatoria e no al governo obbligatorio”, insieme alla sua campagna “No alle Esecuzioni”.

Una delle preoccupazioni più gravi sollevate riguarda la condanna a morte, alla fine del 2024, di nove prigionieri politici per presunta appartenenza all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK). La dichiarazione evidenzia inoltre l’incapacità del regime di arginare l’impeto delle proteste popolari e delle Unità di Resistenza guidate dall’OMPI, nonostante l’aumento della repressione e delle esecuzioni.

Un regime vulnerabile: controllo per procura e debolezza interna

I parlamentari affermano che un elemento fondamentale della strategia di sopravvivenza del regime iraniano consiste nel fare affidamento su gruppi armati che agiscono per sua procura e nel predominio su Paesi della regione. Tuttavia, osservano che il crollo dell’influenza di Hezbollah e la rapida caduta del dittatore siriano hanno significativamente indebolito il regime. L’esperienza siriana, sostengono, ha dimostrato che regimi come quello dei mullah e di Assad sono vulnerabili al collasso, contrariamente a quanto afferma la loro propaganda. La dichiarazione avverte inequivocabilmente che accontentare questi regimi e investire in essi non solo viola i valori democratici, ma è anche politicamente ed economicamente dannoso.

La dichiarazione indica che sostenere il popolo iraniano, che sta attivamente aspirando a un cambio di regime, è sia la politica giusta che un imperativo morale. Afferma che il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata devono essere al centro di qualsiasi politica di principio riguardante l’Iran. Il diffuso rifiuto di ogni forma di dittatura – monarchica o teocratica – da parte del popolo iraniano durante la rivolta del 2022 e la sua richiesta di una repubblica democratica, rafforzata dal boicottaggio totale delle elezioni presidenziali farsa, sono citati come prova della sua determinazione.

Dato il blocco totale da parte del regime di ogni via di attività politica, i firmatari affermano il diritto del popolo iraniano a un cambio di regime e il diritto delle Unità di Resistenza a combattere l’IRGC. Chiedono esplicitamente che l’IRGC venga designato come organizzazione terroristica.

La via democratica da seguire

L’opposizione iraniana, con la sua piattaforma democratica e il Piano in Dieci Punti proposto dalla presidente-eletta del CNRI, Maryam Rajavi, invoca la solidarietà nazionale e delinea una tabella di marcia per porre fine alla dittatura religiosa e trasferire la sovranità ai rappresentanti del popolo. Questa visione globale offre la prospettiva di un Iran democratico e di una pace duratura nella regione. Incarna rivendicazioni fondamentali come la separazione tra religione e Stato e l’uguaglianza di genere.

La dichiarazione evidenzia il significativo sostegno internazionale a questo piano, ricordando che nel giugno 2024 oltre 4.000 parlamentari di tutto lo spettro politico e oltre 100 ex leader hanno rilasciato dichiarazioni a suo sostegno. I parlamentari del Regno Unito esortano tutti i governi a sostenere questo piano fondamentale.