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Parlamentari irlandesi chiedono sostegno internazionale per l’Iran democratico

Stormont Parliamentary Building, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons. Modified to include the cover of a book featuring signatures of supporting Senators

Stormont Parliamentary Building, CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons. Modificato per includere la copertina di un libro con le firme dei senatori di sostegno

Un numero significativo di parlamentari irlandesi del Seanad Éireann e del Dáil Éireann hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, esprimendo grave preoccupazione per l’aggravarsi della crisi dei diritti umani in Iran e sostenendo il riconoscimento internazionale del diritto del popolo iraniano al cambio di regime. La dichiarazione sottolinea il sostegno alla piattaforma democratica dell’opposizione iraniana come una tabella di marcia verso un Iran libero e democratico. La dichiarazione mette in evidenza la terribile situazione dei diritti umani in Iran, riportando oltre 1.000 esecuzioni solo nel 2024.

Condanna specificamente la “Legge sull’hijab e la castità” del regime come strumento per far rispettare l’hijab obbligatorio, sopprimere le donne che guidano le proteste e prevenire future rivolte. La dichiarazione sottolinea anche le misure disperate del regime per schiacciare il dissenso, citando la condanna a morte di nove prigionieri politici per presunta appartenenza all’Organizzazione dei Mojahedin del popolo dell’Iran (PMOI/MEK) alla fine del 2024. Queste azioni, secondo i parlamentari, sottolineano la disperazione di Teheran e la paura della resistenza organizzata.

Un regime vacillante e l’imperativo del cambiamento Il crollo dell’influenza di Hezbollah e la caduta del dittatore siriano hanno gravemente influenzato la strategia di sopravvivenza del regime iraniano. I firmatari irlandesi affermano che placare questo regime vacillante tradisce i valori democratici, incoraggia le sue politiche repressive e mina la sicurezza globale a causa delle continue ambizioni nucleari e del terrorismo di Teheran.

Nella rivolta del 2022, il popolo iraniano ha respinto inequivocabilmente tutte le forme di dittatura, sia monarchica che teocratica, chiedendo una repubblica democratica. Dato il blocco totale del regime di tutte le vie per l’attività politica, i parlamentari irlandesi chiedono alla comunità internazionale di riconoscere il diritto del popolo iraniano al cambio di regime.

Inoltre, sottolineano che il diritto delle unità di resistenza del MEK, che svolgono un ruolo chiave in questa spinta popolare per il cambiamento, di combattere l’IRGC deve essere riconosciuto e l’IRGC dovrebbe essere designato come organizzazione terroristica. L’alternativa democratica e l’approvazione internazionale L’opposizione iraniana, attraverso la sua piattaforma democratica e il Piano in dieci punti proposto dalla signora Maryam Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana (NCRI), offre una tabella di marcia per porre fine alla dittatura religiosa e trasferire la sovranità ai rappresentanti del popolo. Questa visione racchiude le richieste popolari dell’Iran:” No all’hijab obbligatorio“,” No alla religione obbligatoria“,” No alla dittatura “e”No alle esecuzioni”. Offre anche la prospettiva di un Iran democratico e di una pace duratura nella regione. La dichiarazione evidenzia un ampio sostegno internazionale a questa alternativa democratica e tabella di marcia, rilevando che nel giugno 2024, oltre 4.000 parlamentari e 100 ex leader l’hanno approvata. I firmatari irlandesi esortano fortemente tutti i governi a sostenere questo piano.