Resistenza iraniana: trasferiti con la forza in luogo sconosciuto
Roma, 2 ago. (Apcom) – Almeno 32 Mujaheddin del Popolo iraniani residenti nel campo di Ashraf, rimasti feriti nel corso dell'assalto condotto il 28 luglio scorso dalle forze irachene, sono stati trasferiti con la forza in una località sconosciuta, o per esservi interrogati in attesa di un processo o per essere espulsi verso l'Iran: è quanto si legge in un comunicato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri, formazione che si oppone alla dirigenza della Repubblica Islamica).
L'operazione contro Ashraf è stata ordinata dal governo iracheno, guidato dal premier sciita Nouri al Maliki: il portavoce del campo, Shahriar Kia, aveva fornito un bliancio delle vittime di sette morti e 385 feriti, mentre secondo la polizia irachena i morti sarebbero due e i feriti 110.
Il Campo di Ashraf era stato costruito negli anni '80 per accogliere i Mujaheddin, una delle formazioni più attive nell'opposizione iraniana; concesso in virtù di un accordo con Saddam Hussein siglato ai tempi della guerra fra Iran e Iraq, viene considerato un "presidio dei rifugiati iraniani". Ashraf è stato comunque sede anche di un campo di addestramento dell'opposizione iraniana, ma dopo l'arrivo degli americani in Iraq tutte le armi sono state requisite e con esse ogni operazione di matrice militare è stata abbandonata.
Il campo attualmente è un villaggio abitato da circa 3.500 attivisti che portano avanti una intensa attività politica e diplomatica di opposizione al regime di Teheran. Negli ultimi anni è stato visitato da esponenti politici di molte nazioni tra le quali anche l'Italia.
