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La Camera approva una legge bipartisan sulla trasparenza finanziaria del regime iraniano

WASHINGTON – Con 282 voti contro 143, mercoledì la Camera ha approvato una legge bipartisan presentata dal Comitato Servizi Finanziari, che farà luce sui patrimoni finanziari dei più alti esponenti politici e militari iraniani e su come questi patrimoni contribuiscano al finanziamento iraniano del terrorismo. Il Presidente del Comitato Servizi Finanziari della Camera Jeb Hensarling, ha fatto i seguenti commenti in aula durante il dibattito su questa legge. 

Washington, 21 Settembre 2016

La Repubblica Islamica dell’Iran viene identificata dagli Stati Uniti sia come “il principale stato sponsor del terrorismo” che come un paese “di primario interesse nel riciclaggio di denaro sporco”.

Per questo il popolo americano mette giustamente in discussione il senno che sta alla base della decisione dell’Amministrazione Obama di consegnare 1,7 milioni di dollari in contanti come riscatto per il rilascio di alcuni ostaggi all’inizio di quest’anno.

Ci sono molte domande che il popolo americano ha ancora su questo pagamento e molte domande a cui l’Amministrazione Obama non ha risposto.

Ma ci sono almeno tre cose che noi già sappiamo per certo. Uno, sappiamo che il contante è la valuta preferita dei terroristi. Due, sappiamo che il pagamento all’Iran dell’Amministrazione Obama è stato strutturato in modo tale da rendere semplice per l’Iran trasferire il denaro ovunque voglia e per qualunque scopo voglia. E tre, sappiamo che la maggior parte delle attività terroristiche dell’Iran vengono alimentate da grosse somme provenienti dai patrimoni personali acquisiti dai suoi alti esponenti politici e militari.

L’economia iraniana è caratterizzata da alti livelli di corruzione politica e da un sostanziale coinvolgimento delle sue forze di sicurezza, in particolare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, nei vari settori economici del paese. Molti membri della leadership politica e militare iraniana hanno acquisito dei patrimoni personali e istituzionali consistenti, approfittando della loro posizione, per garantirsi il controllo su enormi fette dell’economia nazionale iraniana. Infatti, si stima che i più alti leaders politici e militari iraniani controllino un terzo dell’economia iraniana attraverso fondazioni personali nelle quali viene incanalato il denaro frutto della corruzione.

A causa di questo pericoloso mix di finanziamento al terrorismo, corruzione e ricchezza, è di vitale importanza che gli Stati Uniti comprendano chiaramente l’entità dei patrimoni posseduti dalla più potente élite militare e politica iraniana. Questo è l’obbiettivo di questa legge bipartisan che stiamo discutendo oggi, presentata dal nostro collega Poliquin del Maine.

Questa legge, l’Iranian Leadership Asset Transparency Act, richiederà al Segretario del Tesoro di sviluppare e pubblicare online una lista con una stima sui fondi e i patrimoni detenuti dai più alti leaders politici e militari iraniani. Insieme a questa stima ci sarà una descrizione su come questi funzionari hanno acquisito questi patrimoni e su come questi patrimoni vengono impiegati. Il rapporto verrà pubblicato sul sito web in lingua inglese del Dipartimento del Tesoro e tradotto anche nelle tre principali lingue utilizzate dal popolo iraniano, in modo che il popolo dell’Iran possa meglio comprendere la natura della sua economia e come la corruzione stia minacciando i loro compatrioti.

In base a questa legge, il rapporto sarà anche redatto in una forma che sia facilmente comprensibile ed accessibile a coloro che operano nel settore della finanza o degli affari, i quali potrebbero essere preoccupati di intraprendere inavvertitamente delle relazioni commerciali con enti iraniani ancora soggetti alle sanzioni rimaste.

La tolleranza alla corruzione del governo iraniano limita le reali opportunità di investimento in patria e dall’estero, soprattutto visto il considerevole coinvolgimento delle sue Guardie Rivoluzionarie in molti settori dell’economia. Ciò fornisce alle Guardie Rivoluzionarie e ai suoi leaders, grosse somme per finanziare il supporto al terrorismo in un momento in cui un cittadino iraniano medio guadagna 15.000 dollari l’anno.

Il rapporto richiesto dall’Iranian Leadership Asset Transparency Act, riguarderà circa 80 individui, tra cui il leader supremo iraniano, il presidente, i 12 membri del Consiglio dei Guardiani, i 42 membri del Consiglio per il Discernimento e circa due dozzine di alti capi militari.

Come ho detto, la legge richiede una stima dei fondi e dei patrimoni detenuti da questi individui, non una cifra precisa.

Inoltre la proposta permette al Tesoro di fornire, in separata sede, al Congresso qualunque informazione sensibile in maniera confidenziale. Infine questa legge permette all’Amministrazione di preparare dei rapporti utilizzando un’ampia varietà di informazioni  attendibili e pubblicamente disponibili, compresi dei data base commerciali.

Sviluppare e tenere una stima aggiornata dei fondi e dei patrimoni detenuti dai più alti esponenti politici e militari iraniani, aiuterà anche gli istituti finanziari e le aziende private a rispettare le leggi sul riciclaggio di denaro e li aiuterà anche a scegliere più attentamente con chi fare i loro affari.

Giusto la scorsa settimana il Dipartimento di Stato americano ha detto di non potere escludere la possibilità che l’accordo sul nucleare del Presidente Obama abbia incoraggiato l’Iran a diventare più aggressivo nei confronti degli Stati Uniti.

Quindi, come ha ammesso il portavoce del Dipartimento di Stato la settimana scorsa, ci sono delle tendenze “inquietanti” quando si tratta dell’Iran.

Da quando il riscatto, in contanti, del presidente è stato consegnato agli ayatollah, l’Iran ha preso altri ostaggi, ha aumentato le minacce contro l’esercito americano nella regione ed ha iniziato a costruire una centrale nucleare da 10 miliardi di dollari con l’aiuto della Russia.

Ovviamente abbiamo bisogno di sapere il più possibile su come l’Iran sta finanziando il terrorismo. Dobbiamo garantire che gli istituti finanziari e le aziende private non restino inavvertitamente coinvolte nel riciclaggio di denaro sporco e nella sponsorizzazione del 

 

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