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Non massacrate 1000 donne

Questo è l’appello della Presidente Rajavi

Da leggere, dicembre 2011 – Tra i 3500 residenti di Ashraf sono presenti 1000 donne indifese ed innocente. Loro grido contro il terrorismo e il fondamentalismo musulmano dei mullah Iraniani è l’unica loro colpa.
Rajavi ha detto che “Il governo Iracheno ha deciso Il trasferimento forzata in Iraq dei residenti di Ashraf entro fine dell’anno, che significherebbe mandarli al massacro, si tratta di un crimine di grandi proporzioni pianificato dal regime iraniano. E’ un comportamento grave ed illegale che la Resistenza iraniana non è assolutamente disposta a discutere sul trasferimento dei residenti di Ashraf in Iraq, a meno che la loro protezione nel nuovo insediamento non sia garantita dalle forze americane o dai caschi blu dell’ONU.
 Il trasferimento forzato degli abitanti di Ashraf in Iraq è un crimine contro l’umanità, e prepara il terreno ad un terribile massacro pianificato dal fascismo religioso al potere in Iran, e dal governo iracheno. Il trasferimento forzato dei residenti di Ashraf significa unicamente inviarli al massacro, ciò che loro non accetteranno mai. Come si è potuto constatare durante il massacro di 30.000 prigionieri politici nel 1988, il regime dei mullah non si accontenterà di una strage di Mujaheddin del Popolo.
Ormai, la liquidazione in un bagno di sangue dei residenti di Ashraf si prepara sotto il pretesto di un loro trasferimento.”
Ancor prima, il presidente Rajavi, aveva sottolineato, il 28 luglio 2011, la responsabilità degli Stati Uniti in caso di un bagno di sangue ad Ashraf, e la necessità di evitarlo, dichiarando: “La Resistenza iraniana non è più disposta a nessuna condizione a discutere di un trasferimento dei residenti di Ashraf in Iraq, a meno che il governo degli Stati Uniti non annunci che le forze americane si fanno carico della loro protezione fino al trasferimento verso un altro Paese.
 Se gli Stati Uniti non vogliono mantenere i loro impegni, presi con ognuno dei residenti di Ashraf, e concernenti la loro protezione fino al regolamento finale della loro situazione, la sola via di sbocco verso un trasferimento accettabile all’interno dell’Iraq resta la protezione dei residenti da parte dei caschi blu e l’installazione di osservatori dell’ONU nel nuovo insediamento, fino al trasferimento dalla prima all’ultima persona verso un altro Paese. Diversamente, il trasferimento in Iraq è inaccettabile per chiunque, e in particolare per le donne di Ashraf. Preferirebbero tutti essere uccisi ad Ashraf piuttosto che finire sotterrati in una fossa comune, in un posto alieno e lontano dagli occhi del mondo e della vigilanza internazionale. Quando l’UNHCR si è dichiarato pronto ad identificare gli abitanti di Ashraf, quale macchinazione si è messa in opera affinché Maliki vi si opponga. Senza dubbio, questa è legata all’accordo in sette punti firmato dal regime dei mullah, e dal governo di Maliki, per la repressione di Ashraf annunciata il 23 ottobre scorso dal ministero degli affari esteri dei mullah.”
la situazione di Ashraf è gravissima ed urgentemente hanno bisogno di un grande aiuto internazionale, dunque dal governo e il popolo Italiano.
Buone Feste.

Dr. Jamshid Ashough

 

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