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L’avvocato Generale della Corte Europea di Giustizia respinge l’appello della Francia, fatto contro CEJ in favore dell’OMPI, e chiede ai 13 giudici della CEJ di approvare la sua decisione

CNRI – Il 14 luglio scorso, Eleanor Sharpston, avvocato generale della Corte Europea di Giustizia, ha respinto la domanda d’appello redatta dal governo francese contro il decreto della CEJ, alla quale si chiedeva la soppressione dell’etichetta di “terrorismo” impresso all’OMPI. L’avvocato generale ha confermato il rifiuto della richiesta francese e ha chiesto ai 13 giudici della Corte di fare altrettanto. Maryam Rajavi, presidente eletto della Resistenza iraniana, ha dichiarato che la decisione dell’avvocato generale della CEJ, di questo 14 luglio, equivale una volta ancora ad uno scacco cocente agli sforzi, diretti o indiretti, del fascismo religioso al potere in Iran, di applicare un’etichetta ingiusta e delle accuse inique contro la Resistenza iraniana, e testimonia della legittimità e del buon diritto della giusta resistenza del popolo iraniano. Coloro che in Europa e negli Stati Uniti, per accomodamento coi mullah sanguinari al potere in Iran, legano mani e piedi all’opposizione iraniana, aumentando la sofferenza del popolo iraniano e liberando l’azione del terrorismo fondamentalista, devono oggi rispondere, ha aggiunto Maryam Rajavi.
 
Dopo il decreto del 4 dicembre del 2008, da parte della CEJ, che stabilisce con fermezza di cancellare l’OMPI dalla lista delle organizzazioni terroriste dell’UE, il Consiglio d’Europa ha ottemperato alla decisione della Corte cancellando il nome dell’OMPI dalla lista. Il governo francese, separatamente e privo dell’accordo del Consiglio d’Europa e degli altri 26 stati membri, ha però redatto un appello contro questo decreto.
 
Il governo francese voleva salvare in questo modo il vergognoso accordo del 17 giugno del 2003, che aveva aperto alle richieste del regime dei mullah, sotto il pretesto della lista delle organizzazioni terroristiche. Ed è per questo che, in un tentativo ripetuto e indecente, Parigi si è sforzata di utilizzare questo accordo per mantenere l’OMPI nella lista delle organizzazioni terroristiche; un pretesto così risibile da essere considerato ridicolo da parte dei giuristi della Corte Europea della Giustizia. Si tratta di un accordo per il quale, nel maggio scorso, i giudici francesi hanno pronunciato una non-legge, sottolineando con forza che le attività della Resistenza iraniana in Iran, come ad Ashraf, non hanno alcun rapporto col terrorismo; ed hanno così salvato definitivamente l’accordo.
 
L’udienza della CEJ per esaminare l’appello della Francia si è tenuta con 13 giudici e l’avvocato generale, nella sua sede a Lussemburgo, nel settembre del 2010.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

14 luglio 2011 
 

 

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